3. Conservazione dei foraggi

CONSERVAZIONE DEI FORAGGI D.2 D 259 3. Conservazione dei foraggi Nel nostro Paese si stima che circa il 90% di latte e carne bovina derivi da soggetti alimentati con foraggi conservati. Pertanto si comprende facilmente l importanza di questa pratica, con la quale viene differita nel tempo la disponibilità delle risorse contenendo al minimo le perdite e i costi di conservazione e cercando di mantenere il più possibile inalterate le caratteristiche del foraggio. Al fine di poter conservare i foraggi, è necessario inibire l attività biotica a loro carico oppure condizionarne in modo favorevole il decorso e l intensità. Tale risultato può essere ottenuto facendo riferimento a uno dei seguenti criteri. 1. Aumento del contenuto di sostanza secca, così da determinare una concentrazione del mezzo tanto elevata da inibire l attività dei microrganismi. Ciò si realizza attraverso l evaporazione dell acqua contenuta nel foraggio, la quale può avvenire in modo totalmente naturale (fienagione in campo) oppure in misura parzialmente naturale (pre-appassimento) e parzialmente artificiale (essiccamento in fienile o disidratazione industriale del foraggio pre-appassito). 2. Creazione di ambiente asfittico (per controllare gli organismi aerobi) e acido (per inibire gli agenti anaerobi). Tale metodo prende il nome di insilamento ed è articolato in numerose sottocategorie. inoltre possibile utilizzare tecniche che applicano entrambi i criteri (es. nella produzione del cosiddetto fieno-silo). Nella realtà italiana sono oggi ugualmente diffusi sia la fienagione sia l insilamento. Si precisa tuttavia che negli ultimi venti anni si è verificata una forte espansione dell insilamento, soprattutto come conseguenza dell affermazione degli erbai di cereali cerosi, che devono essere conservati allo stato umido, ma anche perché nei confronti della fienagione naturale questo metodo consente la riduzione dei costi e delle perdite di conservazione. Nell Europa continentale, in presenza di condizioni climatiche più difficili per l essiccamento del foraggio in campo, l insilamento risulta il metodo di conservazione largamente più diffuso. 3.1 Fienagione. La fienagione in campo, o affienamento, rappresenta ancora oggi il sistema più diffuso di conservazione per i foraggi prativi e cioè per le piante foraggere con stelo relativamente sottile. Si stima che in Italia la fienagione interessi l 80-90% dei foraggi prativi conservati. La fienagione consiste nel tagliare l erba e nel lasciarla sul campo ad asciugare, sottoponendola a operazioni diverse di smuovimento e rivoltamento, fino al raggiungimento di un contenuto di sostanza secca del 75-80%; quindi si procede alla raccolta del foraggio asciutto mediante imballatrice stivandolo poi in fienile dove il processo vede la propria conclusione. Durante queste fasi il foraggio subisce delle perdite che possono essere attribuite a tre ordini di fattori: respirazione, operazioni meccaniche e fermentazione in fienile. Le perdite di respirazione si verificano fino a quando il contenuto di acqua dell erba non si abbassa al di sotto del 40% e risultano tanto più elevate quanto più lento è il processo di essiccamento del foraggio. La durata di quest ultimo dipende principalmente dai seguenti fattori: D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin