1.4 Segale

D 26 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 1.4 Segale (Secale cereale) 1.4.1 Importanza, diffusione e caratteristiche botaniche. La segale, nota come pianta infestante del frumento e dell orzo in tutta l Asia Minore, si è coevoluta con essi per più di 2000 anni, per assurgere a pianta coltivata nel 400-500 a.C., affermandosi nelle aree fredde e piovose dell Europa centro-settentrionale su terreni poveri e anomali. A lungo la segale è rimasta la coltura più importante di tutta l Europa nord-orientale per le sue alte e stabili rese e per l elevata tolleranza al freddo, alle malattie e agli stress idrici e nutrizionali. Dopo gli anni 50 la sua importanza è cominciata a declinare per l affermarsi delle nuove varietà di frumento e di orzo. La superficie a essa destinata, infatti, è passata dai 30 milioni di ettari del 1960 agli attuali 8,2 milioni di ettari. Il 94% della produzione mondiale è situato in Russia, Bielorussia, Polonia e Germania. In Italia nel 1960 la segale era diffusa in tutto il territorio nazionale, su circa 62.000 ha (resa media di 1,5 t/ha), mentre oggi è dislocata solo su poche migliaia di ettari, in areali caratterizzati da terreni acidi e di montagna. Il genere Secale comprende 15 specie, tutte con genoma 2 n 5 14. La specie coltivata, Secale cereale L., deriva da introgressione delle specie perenni S. montanum e S. anatolicum (entrambe infestanti e diffuse, la prima nel bacino del Mediterraneo e nel Medio Oriente, la seconda dall Armenia alle steppe della Kirghisia) in S. silvestris e S. vavilovii, specie annuali, diffuse la prima in Ungheria e nella steppa meridionale russa e la seconda nella parte meridionale della Turchia. La segale coltivata è una specie allogama a fiori ermafroditi, la cui autofecondazione è impedita da meccanismi di autoincompatibilità, prevalentemente di tipo gametofitico. L infiorescenza è una spiga distica, compatta, sub-cilindrica con 7-15 spighette sessili (una per nodo del rachide) e biflore. Il fiore è formato da 3 antere, a volte pigmentate da antociani, portate da filamenti lunghi ed esili che, al momento della maturazione, fuoriescono dalle glume favorendo la fecondazione incrociata, e da un singolo ovario con due stigmi sessili e piumosi. Le glume sono corte, glabre, lesiniformi, uninervie e carenate; le glumelle inferiori sono rigide, trinervate e ciliate sulla carena con ariste divaricate a maturità e di lunghezza maggiore rispetto alla stessa glumetta. Le glumette superiori, più corte e sottili di quelle inferiori, sono bicarenate, lanceolate e marginate all apice. Il frutto è una cariosside di forma cilindrica, appuntito alla base del tronco e peloso all estremità distale. La cariosside, a maturità, è nuda, solcata longitudinalmente nella parte ventrale, con pericarpo più o meno rugoso e aleurone diversamente colorato (giallastro, grigio-verde, porpora). La pianta è costituita da 2-3 culmi fertili, sottili con 5-7 internodi vuoti, eretti, flessibili; la capacità di accestimento è inferiore a quella degli altri cereali. Le foglie, lanceolate con 11-13 nervature, hanno una disposizione alterna e ligula priva di auricole. I valori termici sono di 1-2 °C per la germinazione e 12-14 °C per le fasi successive di levata, fioritura e maturazione. A germinazione completata la plantula presenta quattro radici embrionali e una piumetta di colore verdastro. 1.4.2 Varietà e miglioramento genetico. Le varietà di segale possono essere distinte, sulla base della loro risposta a fotoperiodo e termoperiodo, in autunnali, primaverili e alternative e, nell ambito di questi gruppi, è ampia la variabilità disponibile per la lunghezza del ciclo (da precoci a tardive) e per l altezza della pianta. Tra le varietà storiche italiane si segnalano Segale 500 , costituita nel 1950, e Primizia , costituita nel 1970. Dopo gli anni 80 si sono imposte varietà nord-europee, quali Sito70 e Fasto e oggi, tra le più diffuse, si distinguono anche alcuni ibridi F1 di origine tedesca, come Picasso e Avanti . L innovazione tecnica, rappresentata dalle cultivar ibride F1, è stata resa

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin