SEZIONE D

D 260 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI a. il deficit di saturazione dell atmosfera, vale a dire il complemento a 100 dell umidità relativa dell aria: quando esso è inferiore a 30 il foraggio non perde acqua; per poter raggiungere l 80% di sostanza secca del foraggio esso deve essere pari almeno a 60; b. la famiglia botanica in quanto, mediamente, le leguminose perdono acqua più lentamente delle graminacee, sia per il maggior spessore degli steli sia per la cerosità della cuticola; c. l umidità del foraggio, perché con il procedere dell essiccamento diventa sempre più difficile l ulteriore perdita di acqua sia per la riduzione delle permeabilità della membrana cellulare sia per l aumento della concentrazione del mezzo; d. le modalità operative, quali la condizionatura del foraggio e il rivoltamento delle andane, che tendono ad accelerare il processo di essiccamento del foraggio. In definitiva, nei nostri comprensori, per la fienagione sono mediamente necessari 3-6 giorni di permanenza del foraggio in campo nella stagione primaverile e 2 giorni in estate. Le perdite meccaniche sono rappresentate dalle parti di pianta (foglie, steli, ecc.) che si distaccano durante le operazioni di rivoltamento, andanatura, pressatura e carico. Esse sono tanto più elevate quanto più rapido è l essiccamento, più abbondanti e fragili sono le foglie e maggiori e intensi sono gli interventi meccanici. Le perdite più elevate si avranno quindi in estate e con foraggi di leguminose. Le perdite di fermentazione interessano invece il successivo periodo di conservazione in fienile e sono dovute all attività dei microrganismi (muffe, lieviti e batteri) che metabolizzano gli idrati di carbonio e in qualche caso anche le proteine. Tali perdite sono tanto più elevate quanto più alta è l umidità del fieno alla raccolta. La manifestazione più evidente del processo, e quindi dell entità delle perdite in fienile, è rappresentata dall innalzamento della temperatura, che con fieno umido (oltre il 25% di acqua) può raggiungere e superare anche 60 °C, fino a determinare i ben noti fenomeni di autocombustione. Con le normali imballatrici vengono indicati come ottimali per lo stoccaggio in fienile i seguenti valori di umidità: 18-20% per i fieni giovani e fogliosi, 25% per i fieni di erba matura. Nel loro complesso le perdite di fienagione possono essere stimate dal 15 al 30% della sostanza secca, suddivise in tre quote analoghe del 5-10% per ognuno dei tre capitoli sopra riportati, tra i quali esiste in pratica una certa compensazione; così se si riducono le perdite di respirazione, aumentano le perdite meccaniche e se si riducono queste ultime, per esempio con la raccolta anticipata di fieno ancora umido, aumentano le perdite in fienile. Con andamento stagionale avverso, il livello delle perdite può raggiungere e anche superare il 40% di sostanza secca. La fienagione in campo consta di diverse operazioni: falciatura o falciacondizionatura, rivoltamento-andanatura e imballatura. In passato il taglio dell erba veniva eseguito con semplici falciatrici; attualmente sono utilizzate prevalentemente le falciacondizionatrici le quali, oltre al taglio, effettuano anche la schiacciatura del foraggio: in questo modo favoriscono la fuoriuscita dell acqua di vegetazione accelerando così il processo di essiccamento e riducendo, di conseguenza, le perdite di respirazione e i rischi di incorrere in rotture di stagione. La condizionatura, peraltro, tende a rendere più fragili i tessuti vegetali, per cui impone una cura particolare nelle successive operazioni.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin