SEZIONE D

CONSERVAZIONE DEI FORAGGI D 265 carbonica; tale reazione determina una consistente perdita di sostanza secca (50%), ma una perdita modesta di energia; in assenza di ossigeno, l attività dei lieviti è piuttosto ridotta (essi sono infatti competitori perdenti nei confronti dei batteri lattici). In ultima analisi l attività dei lieviti è negativa: quella in presenza di aria per le perdite a essa connesse, quella fermentativa perché sottrae zuccheri ai batteri lattici. Le muffe sono strettamente aerobiche e sono inibite dalla presenza di acidi, in particolare quelli a lunga catena; esse possono svilupparsi nelle fasi iniziali dell insilamento soltanto negli strati esterni della massa insilata non fermentata oppure sulla parete di taglio se questa resta esposta all aria per molto tempo, per cui si verifica il dilavamento degli acidi di fermentazione. Sono in grado di attaccare molti metaboliti causando perdite anche consistenti di sostanza secca ed energia. Alcune muffe, inoltre, producono tossine che possono arrecare gravi danni al bestiame. Date queste diverse caratteristiche, nel caso di un foraggio idoneo all insilamento, le perdite di conservazione risultano molto basse e la massa insilata diventa biologicamente stabile. Nel caso, invece, di un foraggio eccessivamente umido, per stabilizzare la massa è necessaria un elevata produzione di acidi che richiede una prolungata attività fermentativa; ciò consente ai clostridi di entrare in azione in quanto nella massa insilata è raggiunto lo stato anaerobico prima che il pH si sia abbassato in misura sufficiente per bloccare questi microrganismi, con effetti molto vari: se il foraggio è ricco di zuccheri si verifica solo una maggiore intensità del fenomeno fermentativo nel suo complesso, con un lieve aumento delle perdite; se il foraggio è ricco di proteine, il pH non si abbassa e viene favorita l attività dei clostridi con conseguenze molto gravi. Nel suo complesso il processo di insilamento consta di fasi aerobiche (respirazione) e di fasi anaerobiche (fermentazioni ). Il foraggio reciso ed esposto all aria è interessato da fenomeni ossidativi endogeni, dovuti alla respirazione delle cellule costituenti il foraggio stesso, ed esogeni, imputabili ai microrganismi aerobi presenti sul vegetale (lieviti, muffe, batteri aerobi). I metaboliti coinvolti in questo processo, che sono prevalentemente esosi, vengono totalmente perduti con liberazione di acqua, anidride carbonica e calore. L entità delle perdite è legata alla durata e all intensità di questa prima fase, che dipende essenzialmente dal tempo che intercorre dal momento della recisione della pianta al momento in cui all interno del silo si stabiliscono condizioni di anaerobiosi. Il tempo di esposizione del foraggio all aria dipende dalla metodologia impiegata (insilamento diretto o pre-appassimento in campo), dalla celerità di esecuzione delle operazioni di allestimento del silo, dalla dimensione del silo stesso (un silo grande solitamente richiede parecchi giorni per essere riempito), dal grado di compattazione del foraggio (cioè dal rapporto tra il volume occupato dall aria e quello occupato dal materiale) e dall accuratezza con cui il silo viene isolato dall ambiente circostante. Se la compressione del foraggio e la copertura del silo sono effettuate con sufficiente attenzione, la gran parte di questi fenomeni si esaurisce in poche ore dopo la chiusura del silo. Ne discende che la gran parte delle perdite di respirazione avviene durante la fase di caricamento del silo, per l impossibilità di effettuare un buon isolamento della massa a cantieri aperti. A mano a mano che si riduce l ossigeno all interno della massa, la respirazione endogena e quella esogena rallentano fino a risultare insignificanti; intanto iniziano le fermentazioni. Se l ambiente presenta le caratteristiche idonee all insilamento, dapprima si sviluppano gli enterobatteri, che però vengono prontamente sopraffatti dai batteri D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin