3.3.1 Strutture per l’insilamento

CONSERVAZIONE DEI FORAGGI D 267 Nella Tabella 2.1 sono riportati i principali parametri che caratterizzano il risultato dell insilamento (contenuti di acidi organici, pH e percentuale di azoto ammoniacale sull azoto totale). 3.3.1 Strutture per l insilamento. I sili sono le strutture entro cui viene conservato il foraggio; essi si distinguono in verticali e orizzontali. Attualmente in Italia vengono quasi esclusivamente utilizzati i sili orizzontali, meno costosi e più pratici. I sili orizzontali sono costruiti in cemento, rivestiti o meno di materiali plastici resistenti alla corrosione degli acidi organici; talvolta le pareti mancano e il silo è in pratica costituito da un cumulo di foraggio coperto da film plastico. Il silo con pareti consente di ridurre le perdite di superficie e forse anche l arieggiamento della massa, ma è certamente più costoso del cumulo. Si sottolinea in ogni caso che il risultato dell insilamento è condizionato molto più dallo scrupolo dell operatore nelle varie fasi di lavoro che dal tipo di silo adottato. La copertura del silo viene effettuata in genere con fogli di polietilene di vari colori e spessore. necessario che il film resti ben aderente al foraggio, in modo che non si formino concavità entro cui ristagni l acqua: sotto questo profilo il cumulo è forse più rispondente del silo con pareti. Il telo dovrà essere poi ben fissato per evitare che il vento possa scoprire la massa. Nel caso di grandi allevamenti, la dimensione del silo costituisce un elemento di notevole interesse. La larghezza deve corrispondere alle esigenze di manovra dei mezzi meccanici che trasportano il foraggio e di quelli che operano all interno della struttura (min 12-15 m); l altezza deve garantire la stabilità del fronte di avanzamento in fase di utilizzazione del foraggio (max 3,5-4 m); la lunghezza deve consentire una capienza sufficiente per insilare tutto il foraggio di cui si dispone e il consumo di uno strato giornaliero di foraggio, tale da prevenire eccessive perdite di postfermentazione (min 10-15 cm, il che significa, nel caso di alimentazione con foraggio insilato durante tutto l anno, una lunghezza minima del silo di 36,5-55 m). L operatore, in funzione delle particolari condizioni nelle quali opera, e pur facendo salve le predette esigenze, può adottare delle compensazioni tra lunghezza e larghezza del silo, mentre dispone di modeste possibilità di manovra per quanto riguarda l altezza. Infine è bene sottolineare che, sempre nel caso di grandi allevamenti, esiste la possibilità di optare per l allestimento di uno o più sili. Con un solo silo risultano minime le quote di ammortamento delle strutture mentre, all aumentare del numero di sili, si riducono i tempi di riempimento di ogni silo e perciò le perdite di respirazione. Se il materiale da insilare possiede caratteristiche idonee e se si opera con il necessario scrupolo, le perdite complessive (respirazione, fermentazione, percolazione e gestione del silo) risultano molto basse: 5-10% di sostanza secca, ancor meno di energia. Qualora invece il foraggio non sia idoneo all insilamento (troppo elevato tenore di umidità, eventualmente aggravato da un alta percentuale di proteine) e non si operi correttamente (lentezza nelle operazioni di raccolta e allestimento del silo, insufficiente compressione, imperfetto isolamento della massa, inadeguato dimensionamento del silo), le perdite di conservazione possono raggiungere valori del 20-30% di sostanza secca e oltre fino all eccessivo deterioramento e quindi alla perdita totale del foraggio. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin