1.4.3 Tecnica colturale

CEREALI - SEGALE D 27 possibile dallo sfruttamento della maschiosterilità citoplasmatica (CMS). Gli ibridi commerciali (F1) sono prodotti incrociando un ibrido maschiosterile con una popolazione sintetica ristoratrice della fertilità. Il vantaggio degli ibridi è legato non solo alle rese elevate (rispetto alle vecchie varietà si ottengono in media produzioni superiori del 15-20% e con i migliori ibridi del 30-40%), ma anche all abbassamento dell altezza della pianta. Pertanto, il miglioramento genetico è indirizzato principalmente allo sviluppo di popolazioni sintetiche da cui estrarre le linee per lo sviluppo delle combinazioni ibride. I caratteri oggetto di selezione sono, oltre alla produttività, la bassa taglia, la capacità di accestimento, la tolleranza al pre-germogliamento, l innalzamento della qualità nutritiva e la tolleranza alle avversità ambientali. La segale è però anche un importante risorsa genetica. Essa, infatti, è stata utilizzata per trasferire in frumento caratteri utili (es. Strampelli all inizio del Novecento utilizzò la segale per migliorare la resistenza al freddo del frumento tenero). Oggi, oltre per la resistenza al freddo, la segale è impiegata per l introgressione in frumento tenero di frammenti situati sul braccio corto del cromosoma 1R, contenenti geni per la resistenza a oidio, ruggine gialla e bruna. 1.4.3 Tecnica colturale. La segale è dotata di un elevata rusticità, che le consente di sfruttare al meglio i terreni poveri o marginali (è il cereale più resistente al freddo, ai terreni acidi fino a pH 4-5 e alla siccità primaverile) e qualsiasi posto nell avvicendamento. L ottimizzazione della resa in granella si attua con un investimento di 400-450 semi germinabili per m e con una semina eseguita tra la metà di ottobre (Nord) e fine novembre (Sud). Quando la coltura è eseguita per produrre foraggio in erba o come cover crop, l investimento iniziale va aumentato del 10% e la semina anticipata a settembre (Nord). La segale ha esigenze in elementi nutritivi simili a quelle del frumento tenero, ma soffre l allettamento ed è meno produttiva. In termini assoluti, quindi, richiede una minore quantità di azoto (es. una resa di 6 t/ha di granella, pari a un indice di raccolto del 30-32%, asporta dal terreno da 100 a 130 kg/ha di azoto). 1.4.4 Avversità segale (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Il patogeno tipico della segale è la Clavices purpurea, agente responsabile della segale cornuta, che induce la formazione di corpi grossi e duri (sclerozi) che sostituiscono il seme sulla spiga. Gli sclerozi contengono un alcaloide utilizzato in farmacologia (valore commerciale), ma dannoso alla salute dell uomo in quanto induce l ergotismo (è pericolosa una presenza di sclerozi nella granella dello 0,03-0,04%). 1.4.5 Produzione, caratteristiche qualitative e utilizzi. Le attuali varietà raggiungono produzioni superiori alle 5 t/ha e mostrano un peso 1.000 semi di circa 28-36 g e un peso ettolitrico di 66-72 kg/hl. Il seme è composto, in percentuale sulla sostanza secca, per l 11,6% da proteine costituite in prevalenza da secaline (prolammine), per l 82% da carboidrati, per l 1,8% da lipidi, per il 2,6% da fibra grezza e per il 2% da ceneri. La produzione nazionale di segale copre solo il 70% del fabbisogno ed è destinata, per il 50-75%, alla preparazione di pane, che risulta nero e apprezzato per la sua ricchezza in fibra e per la capacità di conservare una buona freschezza per circa una settimana. La restante quota è destinata all industria dell alcol e all alimentazione del bestiame, in cui però non concorre alla razione per più del 30% per la presenza nel pericarpo di composti ad azione antitripsinica come il resorcinolo e i sali dell acido fitico. La segale è impiegata anche come cover crop autunno-primaverile per la sua elevata capacità di crescita e per la produzione di biomassa, anche a basse temperature. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin