SEZIONE D

D 272 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE da un più elevato numero di colture, sono le Amarillidaceae e le Aizoaceae ; tra le dicotiledoni emergono nettamente Apiaceae, Asteraceae, Brassicaceae, Cucurbitaceae, Fabaceae e Solanaceae. La notevole diversità biologica dell orticoltura italiana è in parte legata all antica storia della coltivazione di queste piante, come è dimostrato anche dall elevato numero di cultivar locali. Ulteriori riferimenti circa l ampiezza del patrimonio orticolo si possono desumere dalla legge sull attività sementiera (legge 1096 del 1971) e dal relativo regolamento di attuazione che include tra le ortive circa 90 colture, quasi tutte propagate per via sessuata (solo 5 a propagazione vegetativa). Le colture più importanti, sotto l aspetto economico e come tali censite dall ISTAT, sono circa quaranta. Questo notevole patrimonio di piante da orto può essere ricondotto a gruppi più omogenei sulla base di caratteristiche attinenti alle esigenze, alla tassonomia, alla struttura organografica utile, ai tratti organografici o biologici della coltura (es. biologia fiorale, durata del ciclo). In rapporto alle finalità agronomiche i parametri più frequentemente utilizzati ai fini della classificazione riguardano: durata del ciclo biologico (annue o polienni); risposta alle basse temperature; risposta al pH; durata e intensità della luce; salinità; livello delle temperature. Altri parametri maggiormente presi in considerazione per raggruppare le piante da orto riguardano la temperatura di conservazione del prodotto, la profondità dell apparato radicale e la biologia fiorale. In relazione all origine embriologica del prodotto, gli ortaggi possono essere raggruppati come segue: a. ortaggi costituiti da radici, tuberi e fusti contenenti amido; b. ortaggi costituiti da radici, bulbi, foglie e fusti; c. altri ortaggi succulenti; d. ortaggi da piante acquatiche; e. funghi eduli; f. condimenti e spezie. Una classificazione molto nota è quella basata sulle esigenze termiche durante il ciclo. Sotto questo profilo le ortive vengono suddivise in specie da stagione fredda e specie da stagione calda. Di norma quelle da stagione fredda sono coltivate per il prodotto utile costituito da radici, fusti, foglie o parti del fiore o dell infiorescenza. In quelle da stagione calda la parte edule è di norma una struttura riproduttiva. Vi sono alcune eccezioni: esse riguardano, per esempio, la patata e lo spinacio della Nuova Zelanda che hanno elevate esigenze termiche e quindi sono specie da stagione calda; per contro pisello e fava si comportano come colture da stagione fredda. La termoclassificazione delle ortive può essere riassunta come segue. a. Colture da stagione fredda: 1. preferiscono temperature mensili comprese tra 15,6 e 13,3 °C, non tollerano temperature superiori a 21-24 °C; sono tolleranti alle temperature vicine allo zero (spinacio, cavolo, broccolo, bietola, fava, cavolfiore, pastinaca, ravanello crescione); 2. hanno caratteristiche simili a quelle del primo gruppo, ma possono subire danni da temperature prossime allo zero cavolfiore, carciofo, pisello, sedano, carota, patata, cicoria, indivia, finocchio prezzemolo; 3. si adattano a temperature comprese tra 12,8 e 23,6 °C, ma tollerano il gelo (cipolla, asparago, aglio e porro).

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin