1.2.4 Cultivar

ORTICOLTURA GENERALE D 273 b. Colture da stagione calda: 1. richiedono temperature comprese tra 18,4 e 26,7 °C; non tollerano il gelo (mais dolce, fagiolo, peperone, pomodoro, zucca, melone, cetriolo, spinacio della Nuova Zelanda); 2. colture che richiedono temperature di almeno 21,1 °C (anguria, batata, ocra, peperoncino e melanzana). L interesse della termoclassificazione è intuitivo; la conoscenza delle strutture organografiche, per le quali la pianta è utilizzabile, permette di risalire alle altre caratteristiche importanti ai fini della coltivazione; naturalmente il livello delle esigenze termiche più o meno elevate non ha riscontro nella durata del ciclo che di norma varia tra 60 e 150 giorni e nei valori delle somme termiche per raggiungere determinate fasi del ciclo. 1.2.4 Cultivar. L articolata configurazione del sistema orticolo impone l impiego di cultivar diverse; per tale motivo, a parità di ogni altra condizione, il numero delle cultivar iscritte al registro nazionale, e quindi ripreso in quello comunitario, è elevato. I motivi che sono all origine delle numerose varianti intraspecifiche, a parte il miglioramento genetico, sono riconducibili all antica coltivazione delle specie, all ampio areale di diffusione, che ha sollecitato la ricerca di forme più adattabili, all interesse del consumatore verso caratteri esteriori del prodotto (colore, forma), alla frequenza di occasionali incroci, alla relativa facilità con cui la variabilità delle discendenze da incroci spontanei può essere individuata (trattandosi spesso di un limitato numero di individui e di ridotte superfici) e conservata. Nel totale delle 46 colture, le cui cultivar sono oggetto di registrazione nel catalogo UE (senza la quale non può avere luogo la commercializzazione delle sementi) le cultivar alla fine del 2003 erano oltre 12.000 a livello comunitario (17 Paesi), con una partecipazione italiana di oltre il 10%. In valore assoluto le iscrizioni italiane sono oltre 1.600; esse sono espressione di un antica tradizione dell orticoltura, più che di una mirata attività di miglioramento genetico, nel complesso inadeguata rispetto alle necessità del settore. Il nostro Paese partecipa a questa rilevante diversità genetica più con materiali di antica coltivazione e meno con cultivar ottenute attraverso programmi mirati di miglioramento genetico. Indipendentemente dai metodi di miglioramento, le varianti intraspecifiche di interesse agrario si configurano come popolazioni monolinee o multilinee, cloni, cultivar eterozigoti e sopratutto ibridi F1. Gli ibridi si sono resi disponibili a mano a mano che sono stati messi a punto metodi di produzione del seme non molto onerosi e che sono stati dimostrati i vantaggi del loro impiego. La loro incidenza sul totale delle cultivar iscritte alla fine del 2003 in valore relativo era superiore al 50% contro il 40% e il 39,5%, rispettivamente, nel 1990 e nel 1978. Le colture per le quali la disponibilità degli ibridi è particolarmente elevata (oltre il 75%) sono cipolla, asparago, alcuni cavoli (tra cui il cavolfiore) peperone, cocomero, melone, cetriolo, zucca, carota, melanzana, finocchio e spinacio. Un contributo determinante al riguardo è stato assicurato dall uso della maschiosterilità genetica per un numero sempre più elevato di specie. L interesse per le combinazioni ibride è stato sostenuto dai numerosi vantaggi che esse sono in grado di esprimere in termini di uniformità, precocità, produttività, tolleranza agli stress biotici e abiotici; inoltre, gli ibridi consentono una più sicura tutela dei diritti del costitutore. Le ortive comprendono molte allogame; autogame possono essere considerate soltanto le tre solanacee da frutto (peperone, melanzana e pomodoro) e alcune leguminose (fagiolo); peraltro, per alcune di queste specie, la quota D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin