SEZIONE D

ORTICOLTURA GENERALE D 279 semina. Ammette due modalità fondamentali: quella diretta in situ, e in alternativa, quella in semenzaio e comunque in ambiente diverso da quello dove la pianta sarà messa a dimora per completare il ciclo. La scelta nella maggior parte dei casi risulta possibile; la semina diretta è pressoché obbligatoria per le specie che non tollerano il trapianto, in quanto la ricostituzione dell apparato radicale, più o meno danneggiato dalle manipolazioni contestuali al trapianto, avviene con difficoltà. I vantaggi della semina diretta sono di natura economica e organizzativa e talora di ordine bio-agronomico, nel senso che le piante che ne derivano sarebbero più rustiche; gli inconvenienti sono legati al lento ritmo di crescita delle piantine, nelle prime fasi, alla necessità di operare successivi diradamenti in campo, al rischio di contaminazioni, alla scarsa uniformità delle coltivazioni. L impianto con l uso di giovani piante (trapianto) presenta alcuni vantaggi: un più celere ritmo di crescita delle piante, coltivazioni più uniformi, possibilità di selezione delle piante al momento della messa a dimora. Gli inconvenienti del trapianto sono diversi a seconda dei casi; nelle piante a radice nuda o con pane di terra sono dovuti alla crisi di trapianto conseguente a un rallentamento nella fase di crescita determinato da una riduzione dell assorbimento di acqua, e dai tempi necessari per la formazione di nuove radici. I protocolli relativi ai due metodi di impianto hanno espresso notevoli miglioramenti: seminatrici di precisione e in grado di distribuire seme pregerminato e sospeso in soluzione acquosa (fluid drilling), trapiantatrici, sviluppo del vivaismo, basato sulle semine e sull ottenimento delle piantine in contenitore su idonei substrati, che ha condotto a un contenimento significativo delle problematiche legate alla crisi di trapianto. Nel caso della semina diretta o dello stesso trapianto, altri aspetti tecnici inerenti alla utilizzazione riguardano le epoche di impianto o la densità di piante sull unità di superficie, la disposizione delle piante, la profondità di semina o di interramento. epoca di semina. Dipende dalle esigenze termiche delle colture e non può prescindere, per un dato ambiente, dal raggiungimento dei valori soglia delle temperature minime. Queste si attestano intorno a 12 °C per alcune Cucurbitaceae e Solanaceae, ma sono superiori a 7 °C anche per fagiolo e altre numerose specie. Ai fini pratici va considerato che la semina in semenzaio può essere realizzata in ambienti più o meno condizionati o in luoghi bene esposti proprio per raccordare meglio cicli di coltivazione in campo e condizioni termiche dell ambiente. Circa la profondità di semina, salvo casi particolari, (es. leguminose), i semi devono essere collocati piuttosto in superficie, tra 1 e 2 cm e ancora di più nei terreni che formano crosta. La densità di piante è un dato specifico per ciascuna coltura; in linea generale le ortive da organi vegetativi, raggiungendo prima lo stadio di raccolta, ammettono a parità di ogni altra considerazione un più elevato numero di piante per unità di superficie. La messa a dimora, a seconda delle specie, può essere preceduta dai seguenti interventi sulla pianta: 1. indurimento (hardening), sottoponendo la pianta a condizioni di stress programmato più incisivo, a seguito del quale diminuisce la vulnerabilità dei tessuti; per conseguire l obiettivo si sospende l irrigazione e si può fare ricorso a trattamenti meccanici (es. spazzolatura delle piante) o chimici (es. irrorazioni con soluzioni con solfato di rame, applicazioni di ritardanti di crescita nei casi consentiti); 2. tolettatura delle piantine attraverso l eliminazione di una parte delle foglie e delle radici per contenere la traspirazione e stimolare la ripresa dell attività dell apparato radicale; 3. selezione delle giovani piante per dimensione, allo scopo di assicurare un elevata uniformità delle coltivazioni. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin