1.5 Avena

D 28 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 1.5 Avena (Avena sp.) 1.5.1 Importanza, diffusione e caratteristiche botaniche. L avena, coltivata fin dal tempo degli antichi Romani, rappresenta oggi il sesto cereale per produzione e diffusione a livello mondiale anche se, negli ultimi decenni, è stata registrata una significativa diminuzione. I Paesi dell Europa centrale, quelli dell Est (Russia inclusa) e il Nord America sono le regioni dove la diffusione di questa specie è maggiore. In Italia si è passati dai circa 250.000 ha dei primi anni 70 agli attuali 140-150.000 ha (dati ISTAT), concentrati per oltre 2/3 nelle regioni meridionali. La resa nazionale media nell ultimo decennio è stata pari a 2-2,5 t/ha. Il genere Avena annovera numerose specie distinte in diploidi, tetraploidi ed esaploidi (numero cromosomico base x 5 7). Le avene esaploidi sono originarie delle regioni dell Asia centro-meridionale; esse comprendono alcune specie selvatiche diffuse come infestanti (A. sterilis e A. fatua) e la specie coltivata, Avena sativa, probabilmente evolutasi dalla specie selvatica A. fatua. La pianta di avena ha un altezza variabile tra i 60 e i 140 cm con più culmi tipicamente con internodi cavi. Le foglie non presentano le auricole. L infiorescenza è una pannocchia terminale e determinata (Fig. 1.3) e consiste in un rachide ramificato con spighette poliflore pendule, sorrette da un sottile peduncolo. Ogni spighetta porta 2 o 3 fiori; tuttavia nelle spighette triflore il fiore centrale è spesso sterile. L avena è una specie prevalentemente autogama. I semi sono normalmente vestiti (ossia le glumelle, palea e lemma, aderiscono alla cariosside anche a maturazione); tuttavia esistono anche forme a seme nudo (spesso caratterizzate da spighette portanti fino a 4-8 fiori). La cariosside ha forma affusolata con un profondo solco longitudinale e una caratteristica peluria più fitta verso l apice. Il peso ettolitrico dei semi vestiti varia da 30 a 60 kg/hl, quello di 1.000 semi da 20 a 40 g. L avena è dotata di un buon grado di rusticità, ma teme il gelo invernale e infatti, tra i cereali a paglia, è quello più sensibile al freddo; per questo motivo nelle zone con inverni rigidi si ricorre alla semina primaverile. 1.5.2 Varietà e miglioramento genetico. Numerose sono le varietà di avena iscritte al Registro nazionale, tutte vestite tranne una, Nave, a seme nudo. Il carattere seme nudo è controllato da un locus ad azione maggiore e con comportamento recessivo (N-1); esistono tuttavia alcuni loci aventi un effetto minore (geni modificatori), cosicché il carattere seme nudo può essere espresso più o meno intensamente a seconda del background genetico in cui si trova. Da un punto di vista agronomico le varietà di avena possono essere distinte sulla base della loro alternatività (alternative se utilizzabili sia in semina invernale sia in quella primaverile oppure non alternative se utilizzabili solo in semina invernale), della lunghezza del ciclo vegetativo (da precoci a tardive) e del colore della cariosside (bianca, rossa o nera). Tra le varietà storiche diffuse in Italia fin dai primi anni 70, segnaliamo Ava, Argentina e Rogar 8, mentre tra le varietà moderne idonee all ambiente italiano e altamente produttive, ricordiamo Primula, Tropicale, Donata e Fulvia. L opera del miglioramento genetico è principalmente indirizzata all aumento della potenzialità produttiva, alla riduzione della taglia (per limitare il problema dell allettamento), al miglioramento della resistenza al freddo, all introduzione di resistenza alle malattie e allo sviluppo di genotipi, vestiti e nudi, per l alimentazione umana.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin