SEZIONE D

D 288 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE superficie del terreno finalizzata alla germinazione dei semi e alla successiva eliminazione delle plantule con mezzi fisici e anche chimici (falsa semina). I metodi diretti fanno riferimento ai mezzi meccanici, alla lavorazione superficiale, alla sarchiatura e a mezzi fisici (soprattutto la pacciamatura che trova nel controllo delle malerbe la principale giustificazione al suo impiego) e infine ai mezzi chimici. Gli erbicidi applicati alla parte aerea agiscono per contatto o per traslocazione; i primi penetrano nella pianta necrotizzando i tessuti; i secondi agiscono alterando le funzioni vitali della pianta (assimilazione, fotosintesi, respirazione). L applicazione degli erbicidi può essere effettuata attraverso il terreno. Le due caratteristiche più importanti di un erbicida sono lo spettro d azione, che deve essere il più possibile ampio, e la selettività nei confronti della pianta coltivata. La selettività fa riferimento a meccanismi fisiologici (tolleranza della pianta), fisici (specifica morfologia dei tessuti) e di posizione. Le tecniche di applicazione dipendono dal prodotto e dall epoca d intervento. Elementi da considerare sono la fitotossicità, la persistenza di azione, anche in relazione ai cicli delle colture e naturalmente alla tutela del consumatore. I principi attivi diserbanti possono essere ricondotti ad alcune categorie sulla base della natura chimica e dei meccanismi d azione. I gruppi più noti sono: 1. gli ormoni che, assorbiti dalle foglie, migrano verso gli apici vegetativi dando seguito ad alterazioni devitalizzanti; i carbammati che inibiscono la moltiplicazione cellulare e alterano la fotosintesi; i derivati dell urea, che assorbiti dalle radici, giungono alle foglie dove alterano la sintesi dei costituenti cellulari; 2. le triazine che, assorbite dalle radici, provocano l arresto della fotosintesi; 3. gli ammidi che impediscono la formazione dei tessuti; 4. le diazine che agiscono ostacolando la fotosintesi. Eziolamento. la tecnica, o l insieme delle tecniche, rivolte a ottenere ortaggi a basso contenuto di clorofilla e nel contempo, grazie alle condizioni di produzione a ridotto contenuto in fibre, più idonei per il consumo allo stato crudo. Ortaggi nei quali il requisito dell assenza di clorofilla è apprezzato, o è addirittura determinante ai fini del gradimento da parte dei consumatori, sono: l asparago, la lattuga, il sedano, il finocchio, il cardo, l indivia e, in parte, lo stesso radicchio. Ortaggi con analoghe caratteristiche sono il risultato di particolari metodi di produzione: è il caso dei germogli di soia (talora fagiolo mungo) ottenuti per germinazione dei semi al buio. L esempio classico è quello della cicoria belga witloof, per la quale vi è una separazione netta tra la fase di fotosintesi e quella di produzione: alla fase di produzione delle radici in campo segue la coltivazione e quindi la forzatura delle radici; la ripresa della vegetazione dà luogo alla formazione di un grumolo di colore chiaro in quanto i tessuti sono privi di clorofilla. Agli stessi criteri si ispira la produzione di giovani germogli di cipolla ottenuti dalla germogliazione dei bulbi conservati in magazzino. Sotto un profilo generale, l imbianchimento consegue alla schermatura della radiazione luminosa che colpirebbe gli organi della pianta. I metodi più noti sono la rincalzatura, la legatura e la copertura. La rincalzatura si pratica per il finocchio i cui grumoli, in assenza di luce, conservano il caratteristico colore bianco e un elevato tenore in acqua dei tessuti. Lo stesso intervento, accompagnato o meno dalla legatura, risulta utile per il cardo, l asparago e talvolta per il sedano. la tecnica tipica di indivia, scarola e lattuga per le quali la legatura del cespo, evitando l azione della luce, rende possibile un prodotto eziolato.

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin