1.5.3 Tecnica colturale

CEREALI - AVENA D 29 1.5.3 Tecnica colturale. L avena può precedere o seguire qualsiasi coltura; è comunque sconsigliabile la monosuccessione. L avena è dotata di ottima rusticità, non richiede particolari cure nella preparazione del terreno e può essere seminata anche su terreni poveri o marginali. Per ottenere buone produzioni è necessario realizzare un investimento pari a 250-300 semi per m e il seme non necessita di concia. L epoca di semina consigliata varia a seconda delle condizioni climatiche: in ambienti freddi (Nord Italia) le varietà invernali possono essere seminate tra ottobre e novembre, mentre le cultivar primaverili si seminano dalla fine di gennaio fino all inizio di marzo. Negli ambienti con clima mite (centro e Sud Italia) l avena si semina in autunno (da ottobre a dicembre). In ambienti caldo-siccitosi sono da preferire le varietà precoci capaci di evitare la siccità durante la fase di riempimento della cariosside. L avena richiede una concimazione più modesta rispetto a quella del frumento. Un corretto apporto di azoto è fondamentale per controllare il rischio di allettamento, che è tanto maggiore quanto maggiore è la fertilità del terreno. Le dosi consigliate possono arrivare fino a 60 kg/ha di azoto, di cui circa il 50% in copertura. In pre-semina è utile un apporto di P2O5 fino a 60-80 kg/ha. Il diserbo chimico è simile in termini di sostanze attive (o principi attivi) ed epoche di intervento a quello del frumento, fatta eccezione per i prodotti con attività avenicida. 1.5.4 Avversità avena (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Le malattie più importanti dell avena sono le ruggini, l oidio, il carbone e le virosi; di norma non si eseguono trattamenti antiparassitari. 1.5.5 Produzione, caratteristiche qualitative e utilizzi. La raccolta dell avena avviene con la stesse modalità con cui si esegue quella del frumento; tuttavia la resa per ettaro è generalmente inferiore a quella del grano. In terreni fertili e utilizzando moderne varietà, si possono comunque superare 5 t/ha. Va però considerato che l elevata suscettibilità all allettamento può rendere difficoltosa la raccolta. La composizione del seme vestito di avena mediamente è la seguente: proteine 9-15%, carboidrati 60-75%, olio 3-10%, fibre 10-18%, ceneri 3-5% (percentuali sulla sostanza secca). L avena tradizionalmente è usata per l alimentazione del bestiame, sotto forma sia di erbaio verde (puro o in consociazione con veccia e/o pisello) sia di cariosside; è tipico l uso dei semi di avena nell alimentazione dei cavalli. Le glume delle cariossidi di avena sono utilizzate a livello industriale per l estrazione del furfurolo. In anni recenti, tuttavia, essa ha acquisito un sempre maggiore interesse per l alimentazione umana (attualmente circa il 20% della produzione mondiale è destinato a questo utilizzo). Tra i cereali l avena è la specie con il maggior contenuto di fibra alimentare, con la frazione proteica a più alto valore biologico e con il più elevato contenuto di acidi grassi insaturi. La fibra alimentare dell avena è costituita principalmente dai b-glucani, un componente solubile presente nelle pareti delle cellule dell endosperma. Diete ricche in fibra solubile sono state associate a una riduzione dell incidenza delle malattie cardiovascolari. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin