SEZIONE D

ORTICOLTURA GENERALE D 293 ricondotti gli schermi termici e i destratificatori; a essi, per analogia, possono essere associate le barriere meccaniche per ostacolare il movimento degli insetti (insacchettamento dei frutti contro la mosca mediterranea o applicazione di reti alle finestre delle serre per ostacolare il volo degli stessi insetti e l inoculazione di virus). Le colture semiforzate fanno anch esse riferimento all uso di apprestamenti semplici grazie ai quali, per un periodo più o meno lungo del ciclo, vengono modificate le condizioni climatiche in senso favorevole per le piante. Queste ne traggono vantaggio soprattutto attraverso un accelerazione dei processi di crescita. Apprestamenti di semiforzatura molto noti sono i piccoli tunnel, i cappucci, le campane, i cassoni, ecc. Il loro impiego varia in funzione delle caratteristiche delle colture e degli obiettivi perseguiti; la semiforzatura trova maggiori possibilità di applicazione per colture a limitato sviluppo in altezza. Le colture forzate rappresentano l espressione più compiuta della possibilità di controllare lo sviluppo e la crescita delle piante attraverso l ottimizzazione e comunque il miglioramento delle condizioni climatiche all interno degli apprestamenti di protezione. Tali apprestamenti sono rappresentati da serre e impianti similari (tunnel, serre-tunnel) provvisti o meno di impianti di climatizzazione per il controllo diretto dei fattori atmosferici, soprattutto temperatura, umidità, intensità della radiazione e concentrazione di CO2. Gli apprestamenti di forzatura (serre, serre-tunnel) assumono una loro fisionomia in quanto: a. delimitano un volume di area con un materiale di copertura trasparente ancorato a una struttura portante; b. consentono per la loro cubatura l accesso all interno per eseguire le normali operazioni colturali manualmente o a macchina; c. permettono, in relazione al condizionamento climatico dovuto all effetto serra (clima spontaneo) ed eventualmente all effetto di impianti di condizionamento, un riscontro più puntuale delle esigenze delle colture per l intera durata del ciclo. Naturalmente gli effetti degli apprestamenti di forzatura riguardano la maggior parte dei parametri ambientali restando modificati i livelli termici dell aria e del terreno, il tenore igrometrico dell atmosfera, l intensità luminosa, il fotoperiodo, la composizione dello spettro luminoso e la concentrazione di CO2 nell atmosfera confinata. Tali effetti sono tanto più programmabili quanto più l apprestamento è provvisto di impianti per il controllo diretto dei diversi fattori e di conseguenza sono più adatti alla forzatura e quindi alla destagionalizzazione dei cicli di produzioni. Aspetti costruttivi a parte, anche sotto il profilo agronomico le questioni sono diverse in rapporto alle tre tipologie di colture protette. Per quelle difese si tratta di evitare le conseguenze negative irreversibili, determinate dai valori estremi con cui si possono esprimere alcuni eventi meteorici per tempi più o meno prolungati (precipitazioni, movimenti di aria, temperature basse o elevate, eccessiva intensità della radiazione). La difesa può riguardare l intera pianta, la parte aerea o una frazione di questa, oppure la parte ipogea attraverso la pacciamatura. Difesa della parte aerea. La parte aerea della pianta può essere difesa dal vento, dalla grandine, dal gelo, dagli eccessi di luminosità; un caso particolare è quello del controllo dei movimenti di agenti biotici avversi. I casi più frequenti sono quelli della difesa dal vento con i frangivento vivi o morti che determinano un attenuazione dei movimenti di aria, contenendo così gli eccessi di traspirazione, favorendo l apertura degli stomi D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin