SEZIONE D

D 294 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE e promuovendo quindi l assorbimento di CO2. I parametri costruttivi che condizionano gli effetti dei frangivento sono la natura dei materiali, la permeabilità all aria, l altezza, la distanza tra barriere successive. Questi parametri sono determinanti ai fini del regime termico; l attenuazione dei movimenti di aria con cielo sereno può favorire l irraggiamento notturno e quindi l abbassamento della temperatura, aumentando così il rischio di gelate. L effetto, dei frangivento sulle piante può risultare negativo per l attenuazione dell intensità della luce. L impiego del frangivento a protezione di serre o di altri apprestamenti similari può essere proposto per contenere i consumi energetici grazie alla riduzione del coefficiente di scambio termico. I materiali di uso più frequente per realizzare barriere frangivento possono essere morti (es. canne o paglia) o vivi (es. filari di piante); in quest ultimo caso devono appartenere a specie rustiche, di facile attecchimento, di rapida crescita, con radice fittonante, chioma sviluppata in altezza e flessibilità al vento. Tra i materiali non naturali hanno notevole diffusione le reti di plastica (reti, tessuti estrusi) e polipropilene, anche con maglia variabile per tenere conto in altezza della spinta del vento che tende a crescere. Al frangivento può essere assimilato, nel caso dell orticoltura, un insieme di manufatti (stuoie di paglia, cannicciate, ecc.), posti a protezione di singole piante o singoli solchi per difendere le piante dai venti freddi nelle prime fasi del ciclo. Effetti di protezione si possono ottenere anche con cumuli di terra. Le reti possono essere utilizzate anche per la difesa dalla grandine o, raramente, dal gelo. Effetti indiretti provocati dai frangivento sono l aumento dell umidità relativa e dell assimilazione di anidride carbonica a causa della più prolungata apertura degli stomi. L efficacia dei frangivento dipende dalla loro altezza e dalla permeabilità, che deve oscillare intorno al 50%; in tali condizioni l azione protettiva si esercita fino a una distanza 20 volte superiore all altezza dello schermo. Le aree sistemate con frangivento possono assicurare un innalzamento della temperatura fino a 5 °C e una riduzione dell umidità cui si può accompagnare un ombreggiamento delle piante. Nel complesso si ha un lieve incremento della temperatura media, ma i relativi vantaggi possono essere controbilanciati dall azione ombreggiante. Collocati a ridosso di altri apprestamenti protettivi, i frangivento sono stati utilizzati intorno agli anni Settanta del secolo scorso per ridurre i consumi energetici delle serre sulla base del presupposto che, al diminuire dei movimenti dell aria di un metro al secondo, si ha una riduzione dell 1% dello scambio termico fra la serra e l ambiente esterno. La grandine è un evento meteorico raro nelle aree orticole. La difesa si basa sull uso di reti antigrandine e sull impiego di razzi esplodenti; le reti utilizzate sono in polietilene, ad alta densità, nere o colorate; maglie da 4 a 8 mm2, peso tra 36 e 45 gr/m2, resistenza superiore a 500 kg/m2. La formazione del gelo o della brina è influenzata dallo stato igrometrico dell aria nel senso che tanto più elevata è l umidità, tanto più ridotto è il reirraggiamento del suolo, e quindi il raffreddamento, mentre diventa più rilevante la condensa. Nella previsione dell evento avverso, si può fare ricorso agli interventi di combustione di paglia umida, nafta, oli pesanti, candelotti fumogeni, attraverso i quali l aria viene umidificata e riscaldata rallentando l irraggiamento verso il cielo. La difesa dalle gelate può essere realizzata con stuoie di vario genere, con teli non tessuti tenendo presente che tanto più fitta è la maglia, tanto più saranno evidenti gli effetti di protezione delle colture. Un altra possibilità è l irrigazione antibrina, attraverso la distribuzione per aspersione di acqua, e la conseguente liberazione di calore per il

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin