SEZIONE D

ORTICOLTURA GENERALE D 295 passaggio dallo stato liquido a quello solido. Per la difesa dalle gelate possono trovare impiego ventilatori, le cui eliche rimescolano l aria evitando la stratificazione di quella fredda a livello delle piante. La difesa dagli eccessi di temperatura è basata soprattutto sull impiego di reti opache e colorate che assicurano una riduzione dell intensità luminosa. Essa può tornare utile per proteggere alcune piante ornamentali di serra migliorando le caratteristiche del fogliame. Un caso particolare di difesa è quello basato sull effetto barriera di una rete o di altri manufatti contro gli insetti e contro i virus che questi possono trasmettere. Il caso più noto è quello dell applicazione delle reti alle finestrature delle serre per impedire l accesso di Bemisia tabaci. Ancora più caratteristico è il caso della insacchettatura dei singoli frutti per impedire l attacco della mosca mediterranea. Difesa della parte ipogea. Si realizza con la pacciamatura; la copertura del terreno con film plastico trova giustificazione, oltre che nell aleatorio effetto termico, nelle modificazioni di altri parametri utili. Aspetti legati alla forzatura. Relativamente alla semiforzatura, i problemi riguardano la fase e la durata di applicazione dei manufatti per accelerare la crescita della pianta e quindi ridurre i tempi per il raggiungimento di una determinata fenofase. I principali mezzi di semiforzatura si differenziano preliminarmente in rapporto all esigenza di proteggere singole piante, filari o appezzamenti. I piccoli manufatti per la protezione delle singole piante, realizzati con materiale plastico e spesso riutilizzabili, possono ovviamente esercitare funzioni di protezione della pianta per la prima fase del ciclo, quando vi è ancora compatibilità fra volume del manufatto e volume della chioma. L anticipo del ciclo per effetto dell innalzamento della temperatura può raggiungere due settimane. I manufatti più idonei a prolungare il periodo di semiforzatura sono costituiti da cassoni e tunnel. I cassoni, sia mobili che fissi, sono costituiti da un telaio sul quale sono applicate coperture in vetro e più recentemente in materiale plastico; il cassone è rettangolare, la lunghezza può variare da 1 a 3 m e può essere configurato a uno o due spioventi. La pendenza del tetto è necessaria per migliorare l esposizione ed evitare il gocciolamento della condensa sulle foglie. I cassoni erano largamente utilizzati in passato per attività di propagazione, produzione di piantine o radicazione di talee e in minore misura per la coltivazione in ciclo anticipato di ortive e floreali a modesto sviluppo in altezza (carote, ravanello, ecc.). I problemi agronomici legati all uso dei cassoni riguardano la predisposizione di eventuali impianti di riscaldamento, la scelta della specie e della coltura, la programmazione dei cicli di coltivazione, la scelta e la preparazione del substrato. Questo può essere contenuto dalle pareti e può essere sopraelevato rispetto al livello del terreno e/o essere realizzato con materiali che, per la loro natura, possono determinare condizioni favorevoli sotto il profilo termico fino a dar luogo a veri e propri letti caldi. Il ruolo che assumevano in passato i cassoni sul piano produttivo è stato progressivamente affiancato e quindi sostituito da nuove soluzioni più semplici e meno onerose sul piano impiantistico e della gestione agronomica. In parallelo, con la disponibilità di manufatti plastici si è diffuso l impiego di teli di tessuto non tessuto e della pacciamatura riscaldante per la copertura in piano. Nel primo caso la copertura fa riferimento all applicazione di un sottile telo di materiale plastico semipermeabile direttamente sulla pianta, cioè in assenza di supporto strutturale per seguire la crescita della pianta. Agli inizi del ciclo, esso agisce come una pacciamatura, D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin