1.3.2 Quadro biologico e produttivo in serra

D 296 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE successivamente come un piccolo tunnel. I principali aspetti operativi relativi alla copertura in piano riguardano: a. la natura dei materiali, che di norma sono costituiti da teli perforati di PE o di PP di spessore limitato, più o meno porosi; b. il parziale ostacolo della copertura alla penetrazione dell acqua di pioggia; c. il modesto peso dei teli di tessuto non tessuto, che permette il sollevamento dei teli a mano a mano che la pianta cresce; d. la messa in opera onerosa, che richiede un elevato impiego di manodopera; particolare cura deve essere posta per consentire al telo di sollevarsi senza offrire presa all azione del vento; e. le colture più adattabili, che devono essere ricercate fra quelle a sviluppo più contenuto, per le quali i teli di tessuto non tessuto assicurano vantaggi agronomici significativi in termini di anticipo del ciclo (patata e ravanello), della produzione e del controllo della prefioritura (sedano, cavolo, indivia); f. i diversi impieghi per il controllo di afidi e altri insetti inoculatori di virus e comunque di agenti biotici avversi. 1.3.2 Quadro biologico e produttivo in serra. Teoricamente sovrapponibile o addirittura più ampio rispetto alla pien aria, il quadro delle colture in serra, e più in generale di quelle protette, è più contenuto per motivi di ordine biologico e agronomico per le caratteristiche costruttive e soprattutto per la cubatura degli apprestamenti di semiforzatura. Così, per la modesta cubatura unitaria, gli apprestamenti più semplici (coperture in piano, piccoli tunnel, ecc.) hanno come possibile utilizzazione solo la coltivazione di specie a ridotto sviluppo in altezza, restando ovviamente escluse le piante a crescita indeterminata, soprattutto se allevate in verticale. rilevante di conseguenza la presenza, nell ambito delle colture difese e semiforzate, di lattuga, fagiolo, rucola, fagiolino e altre specie a crescita contenuta, per esempio alcune aromatiche (in realtà sono diffusi anche anguria e melone, se allevati in orizzontale). La serra, sotto il profilo della cubatura, ammette la possibilità di coltivazione di tutte le specie da orto, comprese quelle a sviluppo più contenuto di cui si è detto. Di fatto, mentre da un lato dominano nettamente le colture a crescita indeterminata (la presenza delle Solanaceae e di alcune Cucurbitaceae è notevole), dall altro assumono importanza trascurabile le colture ortive, tra cui quelle a esigenze termiche non molto elevate o che danno luogo a un prodotto riconducibile a un organo di riserva quiescente facilmente conservabile per tempi relativamente lunghi (patata, cipolla e aglio) e senza particolari precauzioni; ciò rende privo di significato l obiettivo di assicurare attraverso la serra un calendario di disponibilità del prodotto più prolungato. Poco rappresentate risultano poi le specie a elevato ingombro e quindi a ridotto investimento unitario, spesso a crescita determinata; tra queste colture sono da ricordare il cavolfiore, il cavolo broccolo, il carciofo, per le quali tra l altro le condizioni climatiche della serra potrebbero esercitare effetti non favorevoli sui processi di crescita e di sviluppo sotto il profilo agronomico (es. fioritura anticipata). Ulteriori colture, che almeno nel contesto della orticoltura in serra fredda hanno un interesse limitato, sono quelle a modesto sviluppo che utilizzano solo la superficie, ma non il volume della serra, a crescita determinata, e per le quali le motivazioni per la loro coltivazione in serra andrebbero ricercate in ambiti diversi rispetto a quelli

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin