1.5.1 Aspetti tecnici

D 302 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE l utilizzazione delle serre, la semina su cubetti di torba o in fori di contenitori alveolari di polistirolo, di differente forma e volume, utilizzando materiali inerti sotto il profilo biologico. Il passaggio dal semenzaio al vivaismo si è verificato negli ultimi decenni, sostenuto dai vantaggi del trapianto con pane di terra (più correttamente si dovrebbe parlare di trasferimento di piante dal vivaio al campo), ma favorito dalla progressiva qualificazione degli agrosistemi (es. quelli realizzati in serra), dal crescente costo del seme degli ibridi F1 e dalla conseguente necessità di risparmiare il seme stesso, dall esigenza di disporre di materiali di propagazione più qualificati, di sviluppo uniforme, e infine dalla necessità sia di controlli più accurati sulla qualità del processo sia di piante sane e conformi al tipo varietale. Linee di produzione particolari sono quelle basate sulla propagazione di tipi varietali locali, di piantine per hobbistica, di materiale di propagazione per coltivazione biologica e di piante innestate. 1.5.1 Aspetti tecnici. Quelli legati all attività vivaistica riguardano le caratteristiche degli apprestamenti per assicurare condizioni di isolamento, le condizioni termoudometriche, la programmazione temporale dei cicli per la preparazione del seme, le semine anche temporalmente differenziate per portinnesti e innesti, i substrati, le cure colturali, i contenitori alveolari diversi per forme, dimensioni e volume. In linea generale, il volume del substrato a disposizione di ciascuna pianta deve essere tanto più abbondante quanto più le piante sono destinate a trapianti ritardati. L azienda vivaistica orticola specializzata non può prescindere dalla disponibilità di strutture e impianti che rispettino i vincoli normativi sull esercizio del vivaismo. Più generalizzata è la dotazione di serre a tenuta di insetti e con idonei accorgimenti strutturali (doppia porta di accesso, bancali con possibilità di controllo del livello di temperatura e dispositivi per la nebulizzazione). A parte gli impianti serricoli, l azienda vivaistica necessita di spazi dimensionati adeguatamente e funzionali al deposito e ricovero di macchine, e soprattutto ha bisogno di voluminosi substrati, contenitori alveolati, locali per la conservazione delle sementi, camere per la pregerminazione di semi già disposti negli alveoli e di spazi per operazioni di confezionamento del prodotto. Apprestamenti più semplici rispetto alle serre possono risultare utili, soprattutto quando le attività produttive sono diversificate quanto a specie e cicli di produzione. Tra le macchine e le attrezzature sicuramente necessarie vi sono le miscelatrici, per la preparazione dei substrati e per il riempimento dei contenitori, le seminatrici di precisione, sempre più sofisticate per garantire uniformità di semina e risparmio di semi, gli impianti per regolare il regime termico delle serre, evitando condizioni di stress in grado di promuovere i processi di induzione fiorale nelle piante a crescita definita, il cui apparato fogliare rischierebbe di non crescere. 1.5.2 Attrezzature e substrati. Oltre alle normali attrezzature, l azienda vivaistica deve essere dotata di semplici apparecchiature per il monitoraggio e il controllo dei fattori ambientali e colturali. Di uso più frequente sono i dispositivi di monitoraggio dei livelli termici e udometrici nell aria e nel substrato, del pH del substrato, della salinità dell acqua, e quelli per la determinazione delle caratteristiche delle sementi, in particolare la germinabilità. Tra i materiali di ineludibile impiego sono i contenitori dei substrati. Relativamente ai primi, sul mercato sono disponibili contenitori e alveoli di dimensioni standard; i primi, rettangolari, misurano ai due lati 60 cm e 40 cm; la profondità è compresa tra 40 e 50 mm; i secondi, di forma cilindrica, a tronco

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin