1.5.3 Produzione in contenitori

ORTICOLTURA GENERALE D 303 di cono o di piramide rovesciata, sviluppano un volume compreso tra 15 e 45 cc e variano per ciascun contenitore da un minimo di circa 400 a un massimo di 1.400. La scelta del volume degli alveoli dipende dalla specie del previsto stadio di trapianto. Circa i materiali prevale il polistirolo espanso, ma sono utilizzati anche i contenitori in polipropilene; i primi sono più economici, ma meno resistenti, sono difficili da pulire e oppongono qualche difficoltà all estrazione delle plantule. I contenitori possono essere puliti e sterilizzati per immersione prolungata (20 minuti) in una soluzione di ammonio quaternario (2/5%) o di ipoclorito sodico. I substrati devono essere privi di patogeni, con particelle uniformi per dimensioni e il pH deve essere compreso tra 5 e 7,0, deve aderire bene all alveolo e assicurare un mezzo uniforme per la germinazione; deve inoltre imbibirsi facilmente anche dopo l essiccazione, garantendo una buona circolazione dell aria, non sgretolandosi al momento dell estirpazione della piantina, e avere costi contenuti. Il substrato di gran lunga utilizzato è la torba mescolata con perlite, vermiculite o sabbia. Altri substrati utilizzati nel vivaismo sono il cuoio triturato, la bagasse di canna da zucchero esaurita, la pula di riso; la lana di roccia viene utilizzata per produrre piantine da destinare alla coltura idroponica. Il costo è il parametro principale al momento della scelta. 1.5.3 Produzione in contenitori. La produzione di piante in contenitori, cui è collegata ovviamente la possibilità di effettuare il trapianto conservando il pane da terra, accanto ai vantaggi produttivi diretti che tale modalità d impianto può assicurare, offre ulteriori vantaggi: r iduzione o eliminazione dalla crisi di trapianto; a ttecchimento più rapido delle piante, maggiore velocità di crescita e superiore capacità di superare condizioni di stress; r iduzione delle fallanze; r isparmio di seme grazie a una piena valorizzazione della capacità germinativa del lotto di semi impiegato; m aggiore uniformità della coltivazione; c ontenimento degli attacchi parassitari; p ossibilità di sottoporre le giovani piante, prima della messa a dimora, a eventuali trattamenti specifici; p rogrammazione più facile delle attività del vivaio e dell azienda di coltivazione; p ossibilità di trasporto delle piante a lunga distanza senza essere danneggiate. Tali vantaggi sono subordinati alla disponibilità di semi di buona qualità per quanto riguarda l uniformità e il vigore. Il metodo della produzione di giovani piante in contenitori alveolari rappresenta sotto molteplici aspetti un deciso miglioramento rispetto ai metodi utilizzati in passato. Esso continua ad affermarsi per un numero sempre più ampio di specie, soprattutto per l impianto di coltivazioni intensive, in particolare per quelle in serra, che più delle altre possono tollerare i costi aggiuntivi relativi all acquisto della piantina. La storia del vivaismo è legata alla disponibilità di materiali plastici (agli inizi polistirene espanso), la cui affermazione nel corso degli anni Novanta del secolo scorso è stata influenzata dalla diffusione delle colture in serra e dalla possibilità di meccanizzare lo stesso processo di produzione grazie alla disponibilità di macchine per la sterilizzazione del substrato. Un operazione da effettuare con grande cura è l aggiunta al substrato di elementi nutritivi; fondamentale è l apporto D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin