2.1.1 Coltura in contenitore

D 306 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE TAB. 3.1 Caratteristiche dei sistemi idroponici impiegati nell ortoflorovivaismo Substrato Coltura liquida irrigazione a goccia subirrigazione ++++ Ortaggi da frutto Fiori recisi ++++ Piante in vaso Organici o inerti Ricircolo della soluzione nutritiva Sì/No Potere tampone ++++ ++ Caratteristiche Diffusione Colture Substrati Costi di investimento floating system aeroponica ++ Ortaggi + Ortaggi da foglia + Ortaggi da foglia Organici Assente Assente Assente Sì Sì Sì Sì ++++ ++ +++ + ++++ +++ + ++++ NFT Costi di gestione ++ ++ ++ + +++ Difficoltà di gestione Rischi di stress da ipossia radicale ++ + +++ + +++ +++ + +++ +++ + Rischi di stress da alta temperatura radicale ++ ++ ++++ ++ +++ Rischio fitopatologico + +++ (C) + +++ ++ ++ Resa e qualità Impatto ambientale ++++ + ++++ (A) ++++ + ++++ + ++++ + ++++ + Per la produzione degli ortaggi, delle fragole e dei fiori recisi, s impiegano soprattutto le colture in contenitore su substrato artificiale con irrigazione a goccia, mentre per le piante ornamentali in vaso si vanno sempre più diffondendo gli impianti a flusso e riflusso. Le colture liquide, cioè senza substrato, come la Nutrient Film Technique (NFT) e il floating system (coltura galleggiante), sono utilizzate per lo più per coltivare ortaggi da foglia, cioè piante di taglia ridotta e a ciclo breve. L aeroponica, infine, è un interessante, ma sofisticato, sistema di coltivazione, il cui impiego è assai limitato, quasi sempre ristretto a impianti dimostrativi e/o sperimentali. Gli impianti idroponici possono essere anche distinti in sistemi chiusi o aperti, in base al fatto di ricircolare o meno la soluzione nutritiva. A eccezione delle colture su substrato senza recupero della soluzione di drenaggio, tutti i sistemi sono a ciclo chiuso, almeno parzialmente, cioè la soluzione nutritiva è tenuta in circolo fino quando non risulta impossibile reintegrarla e disinfettarla a costi sostenibili. Ogni tecnica idroponica presenta dei connotati ben precisi (Tab. 3.1) che, almeno in parte, possono spiegarne i campi di impiego e la relativa diffusione su scala commerciale. 2.1.1 Coltura in contenitore. In questo tipo di coltivazione s impiegano dei substrati di origine artificiale (lana di roccia, perlite, poliuretano, argilla espansa, ecc.) o naturale

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin