1.6.3 Tecnica colturale

CEREALI - TRITICALE - MAIS D 31 1.6.3 Tecnica colturale. Il triticale, come tutti i cereali a paglia, si presta a succedere a se stesso e a qualsiasi coltura, è dotato di ottima rusticità e si adatta bene ai terreni subacidi e acidi, caratteristica ereditata dalla segale. L ottimizzazione della resa è garantita da un investimento di 300-350 semi germinabili per m e da una semina eseguita tra la metà di ottobre (aree del Nord) e la fine di novembre (aree del Sud). Per quanto riguarda le esigenze in elementi nutritivi, il controllo delle malerbe e le avversità, il triticale è del tutto simile al frumento tenero, a cui si rimanda. 1.6.4 Produzione, caratteristiche qualitative e utilizzi. La granella del triticale ha trovato un suo spazio nell alimentazione umana diretta sotto forma di pane, prodotti da forno e, in questi ultimi anni, di birra; tuttavia, al momento, prevale l impiego nell alimentazione animale sotto forma di granella e di biomassa da insilare oppure da utilizzare a scopo energetico (biocombustibili). La granella ha un tenore in amido e una composizione amminoacidica simile a quella del frumento, da cui però differisce per un più elevato contenuto proteico (14-15%) e di metionina e lisina e per una più elevata digeribilità delle sostanze proteiche. 1.7 Mais o granoturco (Zea mays) 1.7.1 Importanza e diffusione. L America centrale viene considerata la zona di origine del mais in quanto i più antichi reperti fossili appartenenti al mais, e risalenti a 6000 anni a.C., sono stati ritrovati nelle vallate di Tehuac n, nel Messico meridionale. Le prime segnalazioni in Europa risalgono al 1550; in seguito le superfici a mais andarono progressivamente aumentando raggiungendo verso la fine del 1800 la maggiore espansione in Europa. Il mais, dopo il frumento e il riso, è tra le colture più diffuse a livello mondiale e attualmente è coltivato su oltre 63 milioni di ettari. Il 55% della superficie mondiale è localizzato nei Paesi dell America centro-settentrionale, il 20% in Asia, il 15% in Europa, l 8% in Africa e il 10% in America del Sud; soltanto negli USA le superfici a mais sono il 45% della superficie mondiale. L Italia, con circa 1 milione di ettari (FAO, 2000), contribuisce con una percentuale pari all 1,37, distribuita essenzialmente in cinque Regioni: Veneto, Lombardia, Friuli, Piemonte ed Emilia-Romagna. La principale utilizzazione del mais è zootecnica, a cui si aggiungono un interessante uso industriale per la produzione di amido e olio e recentemente l impiego a scopo energetico per la fabbricazione di biocombustibili. 1.7.2 Esigenze climatiche e pedologiche. La fascia di maggiore coltivazione del mais è compresa tra il 30° e il 50° parallelo. Per quanto concerne la temperatura ottimale, in funzione delle fasi vegetative, questa è compresa tra 22 °C e un massimo di 30 °C; temperature superiori ai 32-33 °C sono sempre dannose così come lo sono le temperature notturne elevate, in quanto causano perdite per respirazione. Questi valori e tali andamenti sono legati anche alle disponibilità idriche: più queste sono rilevanti, maggiori risultano le temperature ottimali e tanto più contenuti saranno i danni da eccessi termici. Sotto i 10 °C lo sviluppo della pianta si arresta, mentre le gelate sono spesso letali per i tessuti colpiti. Il consumo idrico medio di una coltura di mais è pari a circa 400-600 mm durante il ciclo vegetativo. Possono essere sufficienti anche quantità minori in presenza di piogge ben distribuite e di un terreno con buona capacità di ritenzione idrica; in altre zone meno favorevoli occorre invece coprire il fabbisogno idrico con interventi irrigui. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin