SEZIONE D

ORTICOLTURA SPECIALE - ASPARAGO D 315 Caratteri botanici e biologia. L asparago coltivato (Asparagus officinalis L.) è una specie diploide (2 n 5 20 cromosomi), raramente tetraploide, perennante, dioica (piante unisessuate), recentemente inclusa nella famiglia Asparagacee, probabilmente originaria dell Europa orientale o dell Asia centrale. Il dioicismo dell asparago è di tipo secondario ; infatti gli abbozzi fiorali, sia maschili che femminili, contengono i primordi fiorali di entrambi i sessi e sono morfologicamente identici. Poco prima della meiosi, nelle piante maschili un gene dominante (M) determina lo sviluppo dell androceo e allo stesso tempo inibisce quello del ginoceo; pertanto al locus del sesso le piante maschili sono eterozigoti (M/m) e quelle femminili omozigoti (m/m). La distinzione tra piante maschili e femminili è possibile solamente alla fioritura, anche se le prime sono note per una maggiore produttività e turioni di calibro inferiore rispetto alle piante femminili (Bracale et al., 1991). In asparago sono stati identificati almeno 2 geni che promuovono la maturazione dell ovario nelle piante maschili, che pertanto sono andromonoiche. Queste piante, anche se rare, sono importanti ai fini del miglioramento genetico. La parte sotterranea della piante di asparago, denominata comunemente zampa , è formata da: rizoma di forma circolare che si allarga di anno in anno; radici di riserva lunghe oltre 1 m, con diametro di 0,5-1,0 cm, che partono dal rizoma e si distribuiscono per lo più nei primi 30-60 cm di profondità; radici di assorbimento lunghe pochi millimetri che si differenziano sulle radici di riserva; gemme che si sviluppano sul rizoma e in primavera danno origine ai germogli detti turioni . I turioni non raccolti per il consumo evolvono a steli che raggiungono un altezza variabile da pochi decimetri a 2,5 m, in funzione dell età della pianta e delle condizioni agronomiche. Gli steli variamente ramificati, portano numerosissimi verticilli, ciascuno formato da 5-19 cladofilli, lunghi 1,5-3 cm, con un diametro di circa 1 mm. I fiori inseriti singolarmente sulle ramificazioni sono formati da 6 sepali verdognoli; dopo l antesi i fiori maschili cadono, mentre quelli femminili danno origine a bacche, prima verdi poi rosse, della dimensione di un grosso pisello, contenenti 1-6 semi di colore nero, ciascuno del peso variabile da 15 a 20 mg. Varietà. In tutto il mondo le vecchie varietà a libera impollinazione sono ormai quasi del tutto sostituite con ibridi. Considerata la particolare biologia della pianta (dioica e perenne), un gruppo di ibridi ancora molto coltivato deriva dall incrocio di piante eterozigoti, opportunamente clonate per la produzione commerciale di seme. Questi ibridi presentano piante maschili e femminili in rapporto 1:1. L autofecondazione di piante andromonoiche e la coltura in vitro di antere sono due tecniche che consentono di ottenere piante maschili (M/M) omozigoti al locus responsabile dell eredità del sesso, dette impropriamente supermaschili . Inoltre, la coltura in vitro di antere origina piante maschili e femminili perfettamente omozigoti, anche per tutti gli altri caratteri, e perciò denominate diploaploidi . Tutti gli ibridi, il cui parentale maschile è supermaschio , presentano solo piante maschili. L ibrido da coltivare deve essere scelto soprattutto in funzione dell adattabilità all ambiente pedoclimatico (l interazione del genotipo con l ambiente è elevatissima) e della qualità del turione (Falavigna e Casali, 1999). Tecnica colturale. La potenzialità produttiva di una coltivazione di asparago dipende strettamente dall efficienza degli organi di riserva sotterranei e della fronda durante il periodo vegetativo; infatti inefficienze ed errori possono determinare conseguenze negative su produzione e qualità dei turioni durante la rimanente durata economica della coltura. avvicendamento. Sono sconsigliate precessioni colturali di carota, barbabietola, medica, trifoglio e patata, ovvero di tutte le colture che possono ospitare infezioni di Rhizoctonia violacea. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin