SEZIONE D

D 316 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE Il ritorno della coltura sullo stesso terreno può avvenire solo dopo almeno 5 anni, cioè quando è completamente disintegrata l enorme quantità di radici (30-40 t/ha) che sono un ottimo substrato per i funghi patogeni del genere Fusarium oxysporum e contengono composti tossici per l asparago (Keulder, 1999). sistemazione e preparazione del terreno. Il drenaggio profondo e la baulatura, in relazione alle caratteristiche idrologiche del terreno, sono indispensabili per il buon esito della coltura.La profondità di aratura influisce in modo positivo sulla durata economica della coltura, ma deve essere stabilita in base al profilo del terreno: se omogeneo, si può arrivare fino a 80-100 cm; se presenta orizzonti compatti, invece, è necessario abbinare la ripuntatura. L epoca migliore per eseguire l aratura è l estate-autunno precedente l impianto. Dopo una grossolana erpicatura si aprono i solchi, al fondo dei quali saranno collocate le zampe o le piantine. La profondità dei solchi deve essere definita in modo che, su una superficie del terreno pianeggiante, la parte superiore del rizoma si trovi a 10-15 cm di profondità. La distanza tra le file è di 130-150 cm per la produzione di turioni verdi e 200-220 cm per quella di turioni bianchi. concimazione. Un corretto programma di concimazione deve basarsi sulle asportazioni annuali degli elementi minerali effettuate dalla coltura e sulla loro concentrazione nel terreno, rilevata attraverso analisi chimica da effettuare prima dell aratura e ripetuta ogni 3 anni durante il ciclo colturale. Tenuto presente che la coltura è poliennale e che le robuste radici possono superare 1 m di profondità, attraverso l aratura si consiglia di interrare i quantitativi di fertilizzanti riportati in Tabella 3.6. Nell anno di impianto le asportazioni degli elementi nutritivi sono molto contenute; in seguito diventano proporzionali alla biomassa prodotta. Una coltura che produce circa 7 t/ha di turioni asporta dal terreno 140 kg/ha di azoto (N); 50 kg/ha di fosforo (P205); 190 kg/ha di potassio (K2O) e 140 kg/ha di calcio (CaO). Tenendo conto delle asportazioni e della disponibilità dei singoli elementi fertilizzanti nel terreno, il piano annuale di fertilizzazione è riportato nella Tabella 3.7. Mentre la sostanza organica, il fosforo e il potassio sono apportati in inverno e interrati con la lavorazione meccanica del terreno, i concimi azotati a pronto-medio effetto devono essere distribuiti in 2-3 soluzioni al termine della raccolta alla fine di luglio; infatti, se apportati prima o durante il periodo di raccolta, non sono assimilati dalla pianta e almeno in parte si disperdono con conseguenze negative a livello economico e ambientale. TAB. 3.6 Contenuto di humus, azoto, fosforo e potassio nel terreno e relativa quantità da interrare attraverso l aratura Humus disponibilità nel terreno (%) dosi raccomandate di stallatico (t/ha) Azoto minerale disponibilità nel terreno (ppm) dosi raccomandate (kg N/ha) Fosforo assimilabile disponibilità nel terreno (ppm) dosi raccomandate (kg P2O5/ha) Potassio disponibile disponibilità nel terreno (ppm) dosi raccomandate (kg K2O/ha) ,1,0 200 1-1,5 100 1,6-2,0 50 .2,0 0 ,20 140 21-40 100 41-60 60 .60 20 ,3 120 4-7 100 8-15 70 .15 20 ,25 180 26-50 120 51-75 60 .75 0

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin