SEZIONE D

D 318 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE lotta alle malerbe. Le erbe infestanti possono ridurre fortemente la produzione e la qualità dei turioni raccolti, oltre ad accorciare la durata economica della coltura in conseguenza del progressivo indebolimento della pianta. Il loro controllo è particolarmente raccomandato nei primi due anni di coltivazione, quando la vegetazione dell asparago è poco competitiva; inoltre l efficacissima moltiplicazione gamica o agamica delle malerbe garantisce la loro presenza nell asparagiaia per molti anni. In assenza di turioni sono utilizzabili diserbanti ad azione residuale e totale; durante il periodo vegetativo sono anche disponibili sia sostanze attive ad azione residuale, tollerati dalla pianta, sia graminicidi in grado di controllare le graminacee perennanti e annuali. irrigazione. La coltura dell asparago tollera la carenza idrica estiva, ma fornisce elevate e stabili produzioni solo con l ausilio dell irrigazione. Il fabbisogno di una pianta in pieno sviluppo vegetativo, misurato con vasca lisimetrica, è molto vicino al valore di evapotraspirazione di una vasca di classe A (ETA); esso diminuisce fino al 40% di ETA, se la vegetazione non è ancora pienamente sviluppata, e del 60% durante il periodo di raccolta. Tra i diversi metodi irrigui risultano migliori quelli che consentono la distribuzione localizzata dell acqua sottochioma o, meglio ancora, attraverso la subirrigazione. In considerazione del notevole spessore di terreno esplorato dalle radici, a ogni intervento il volume raccomandato è di circa 200 m2/ha. operazioni colturali annuali. Prima del risveglio vegetativo per la produzione di turioni bianchi è necessario formare i tipici cumuli di terra sulla fila in modo che le gemme del rizoma si trovino ad almeno 25 cm di profondità. I cumuli di terra sono generalmente coperti con film plastico nero, di spessore 0,15 mm, allo scopo di raccogliere turioni perfettamente bianchi anche quando emersi dal terreno. L ultimo giorno di raccolta una lama portata dal trattore provvede a riportare pianeggiante la superficie del terreno. La produzione di turioni verdi invece richiede una vangatura meccanica o una fresatura tra le file per arieggiare il terreno e interrare i concimi. Questa operazione, eseguita a fine inverno, può essere ripetuta durante il periodo vegetativo per controllare le erbe infestanti. In autunno la vegetazione completamente senescente è recisa e asportata dal campo o lasciata sul posto dopo opportuna frammentazione. Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. Produzione. Al termine del riposo invernale il risveglio vegetativo è indotto dalla temperatura che deve rimanere per alcuni giorni oltre 10 °C. Normalmente in pieno campo ciò si verifica all inizio di aprile in Pianura Padana, a metà marzo al Centro-Sud e a inizio marzo in Sicilia e Sardegna. La coltura sotto tunnel non riscaldato anticipa in media di 20-25 giorni. Lo sviluppo dei turioni e degli steli fino alla fioritura avviene utilizzando esclusivamente le riserve radicali accumulate nell anno precedente; perciò, al termine della raccolta la pianta deve ancora possederne in quantità sufficiente per raggiungere un volume di vegetazione uguale o superiore a quello dell anno precedente. Lo scarso sviluppo della fronda estiva, dovuto all eccessiva produzione di turioni, determina una progressiva perdita di produzione e la riduzione della durata economica della coltura (Schelton e Lacy, 1980). In condizioni normali di coltura la prima raccolta avviene due anni dopo l impianto, con rese intorno a 2 e 4 t/ha (20-30 g) utilizzando rispettivamente piante e zampe. Dall anno successivo in avanti la resa e la qualità del prodotto sono variabili da 2-3 a

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin