1.7.3 Caratteri botanici e biologia

D 32 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO In linea generale si può ritenere che al di sotto dei 150 mm la maiscoltura asciutta sia praticamente impossibile; in Italia sono sufficienti 200-300 mm per terreni di buona capacità idrica in ambienti settentrionali e 300-400 mm nei terreni più sciolti dei comprensori meridionali. Inoltre il mais è una pianta con elevate esigenze di luce, ma nelle aree maidicole il livello di intensità luminosa è quasi sempre più alto delle esigenze della coltura. Il problema nasce a causa dell auto-ombreggiamento all interno della vegetazione, dove la quantità di energia luminosa captata è inferiore a quella che la pianta sarebbe in grado di utilizzare, per cui la luce si pone spesso come un fattore limitante nei confronti della produttività della coltura. Per ovviare a questo problema sono stati creati ibridi a foglie erette (ligule-less) che, favorendo un minore auto-ombreggiamento della coltura, permettono maggiori investimenti. Il mais appartiene al gruppo delle piante C4, caratterizzate da elevata intensità e notevole efficienza fotosintetica. Queste piante, infatti, non presentando fotorespirazione, possono usare la CO2 anche a concentrazioni molto inferiori rispetto alle piante C3 (es. la minima concentrazione utile di CO2 è di 5 ppm nelle piante C4 contro 50 ppm nelle C3). Il mais può adattarsi a terreni molto diversi, ma preferisce quelli di medio impasto, profondi, fertili e ricchi di humus; tollera bene un escursione di pH dal 5,5 al 7,5, prediligendo tuttavia i terreni subacidi compresi fra 6,0 e 7,0. 1.7.3 Caratteri botanici e biologia. Il mais ha caratteristiche morfologiche e fisiologiche differenti nelle diverse latitudini in cui viene coltivato. Sono notevoli le variazioni dell altezza (da nemmeno 1 m a 5-6 m), del ciclo vegetativo (che può variare da pochi mesi a 9-10) e del colore della cariosside (da bianco a giallo e rosso, arrivando quasi al nero). Il mais è una coltura annuale appartenente alla famiglia delle graminacee, sottofamiglia delle Andropogonoidee, tribù Maidee. Pianta annuale, presenta tre tipi di radici: primarie, o temporanee, che hanno origine dal seme e lasceranno molto presto il compito di sostenere la pianta alle secondarie o permanenti; aree, o avventizie, che si differenziano dai primi nodi al di sopra del livello del terreno e hanno esclusivamente funzione di ancoraggio. Il culmo è unico, differenziato in nodi e internodi e talora accompagnato da culmi secondari fertili o sterili (succhioni). Le foglie si presentano ampie e robuste, articolate in guaina, ligula e lembo e alterne sul culmo in numero di una per ogni nodo; il numero delle foglie è proporzionale al ciclo di maturità (da 8-10 fino a 22-24). La specie è monoica-diclina, con un infiorescenza maschile terminale a forma di recemo (pennacchio) e infiorescenze femminili laterali (spesso una o due) dette spadici (spiga); l asse della spiga, o rachide (tutolo), ha consistenza tenace, tuberosa o sublegnosa, e colore vario (bianco o rosso-bruno). Sul rachide sono inserite le spighette, appaiate e disposte in file o ranghi longitudinali, sempre in numero pari da 8 a 24; gli stigmi sono assai lunghi, filiformi e recettivi al polline su tutta la loro lunghezza. L intera spiga è protetta da brattee, più o meno conniventi all apice, che alla fioritura lasciano fuoriuscire i filamenti stigmatici (sete). La fecondazione è principalmente anemofila. Il seme di mais è una cariosside indeiscente, racchiusa in un pericarpo e costituita da embrione, endosperma e aleurone. L endosperma funge da organo di riserva ed è costituito quasi esclusivamente da amido, dalla cui quantità, qualità e disposizione all interno dell endosperma dipendono il tipo di frattura (farinosa, vitrea, ecc.) e la sua utilizzazione (alimentare, industriale, ecc.).

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin