SEZIONE D

ORTICOLTURA SPECIALE - CARCIOFO D 323 Caratteri botanici e biologia. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae, è poliennale. Le radici di piante provenienti da achenio sono fittonanti, quelle di ovoli e carducci sono avventizie, fibrose e successivamente diventano ingrossate e carnose. La pianta adulta ha un rizoma, detto ceppaia, provvisto di gemme, da cui si originano gli ovoli e i carducci. Lo stelo fiorifero ramificato è alto 50-120 cm, coperto di peli. Le foglie, lunghe 60-120 cm, con nervatura centrale molto pronunciata, generalmente sono bipennatosette, quelle sullo stelo sono più piccole, lanceolate, con margine intero. Il capolino, o calatide, di forma, numero e dimensione diversi (può superare i 500 g), è costituito dal ricettacolo, dalle brattee di colore verde e violetto (di diversa tonalità e sfumatura e con la parte apicale intera o incisa), inermi o con spine. I fiori sono ermafroditi, proterandri, il frutto è un achenio ( seme ), lungo circa 7 mm e 1.000 g pesa da 30 a 70 g. Le cultivar maggiormente coltivate in Italia sono Violetto di Sicilia o Catanese, Romanesco, Violetto di Toscana e Violetto di Palermo, Terom e Tema 2000, cui si aggiungono circa 100 popolazioni locali. Attraverso il miglioramento genetico negli ultimi 20 anni sono state costituite cultivar ibride, tra cui Concerto, Prelude, Opal, ecc., caratterizzate da contemporaneità di maturazione, elevata produzione, idonee anche alla trasformazione industriale. Tecnica colturale. L impianto si effettua generalmente in autunno e primavera con carducci freschi o radicati e in estate con ovoli, porzioni di ceppaia (zampe, ciocchetti, tozzetti), piantine ottenute da micropropagazione e acheni. La distanza tra le file varia da 100 a 160 cm (quest ultima facilita le operazioni colturali eseguite con macchine), mentre sulla fila va da 80 a 100 cm con densità di 8.000-10.000 piante/ha. La lotta alle infestanti si attua con la sarchiatura, specialmente durante le prime fasi del ciclo colturale. Gli erbicidi consentiti sono glifosate, oxadiazon, oxifluofen, pendimetalin e metazaclor. L irrigazione è necessaria per le colture che iniziano a produrre in ottobre. La prima adacquata (generalmente per aspersione) per il risveglio della carciofaia richiede 600800 m3/ha di acqua e si effettua già nei primi giorni di luglio in alcune aree meridionali dove il volume stagionale è di circa 4.000-5.000 m3/ha; si va diffondendo sempre più l irrigazione a microportata ( a goccia ). Tollera acqua con conducibilità elettrica fino a ,1,5 dS/m, ma con valori più alti la produzione decresce e peggiora la qualità. Altri interventi colturali consistono in: a. scarducciatura, con cui si eliminano i carducci superflui (se ne lasciano da 1 a 3); b. dicioccatura, che elimina gli steli secchi che hanno prodotto, e si esegue a mano o con l ausilio di dicioccatrici con capacità di lavoro di 3 ha/giorno; c. trattamenti con acido gibberellico (per anticipare la raccolta) con 5-40 mg/L, con l aggiunta di urea fosfato per portare la soluzione a pH 4,0. Spesso sono necessari 2-3 trattamenti, il primo quando le piante mostrano 8-12 foglie, il/i successivo/i con intervallo di 20 giorni. Produzione e utilizzo. La raccolta si effettua a mano con coltelli e forbici ben affilati; il carciofo viene tagliato con un peduncolo lungo al massimo 10 cm (solo per il prodotto commercializzato nelle regioni meridionali, dove viene utilizzata parte dello stelo, è stata concessa la deroga per la vendita di capolini con stelo lungo a volte anche oltre 30 cm). Nelle cultivar precoci, con produzioni da ottobre a fine aprile, si eseguono 20-25 raccolte. Esistono carri interfilari o scavallatori che agevolano le operazioni di raccolta che, assieme a imballaggi e movimentazione, incidono per circa il 40% sul costo di produzione. Il numero di capolini varia da 50.000 a 150.000/ha, ma può raggiungere 200.000 con alcune cultivar ibride. I capolini per il consumo fresco vengono classificati D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin