Cavolo cappuccio

ORTICOLTURA SPECIALE - CAVOLO BROCCOLO E CAPPUCCIO D 329 differenzazione di numerosi ecotipi. Attualmente, gran parte della produzione italiana viene realizzata in Puglia e specificamente nella provincia di Foggia. Il cavolo broccolo è molto apprezzato per il suo alto e completo valore nutritivo, tanto che negli USA le infiorescenze vengono anche consumate crude. Da alcuni autori è considerato il progenitore del cavolfiore, con il quale condivide la medesima area di origine. A differenza del cavolfiore, le infiorescenze a corimbo del cavolo broccolo sono formate dall insieme di fiori completamente differenziati, i quali, alla maturazione commerciale, si presentano con i sepali ben serrati. La dimensione dei boccioli fiorali contribuisce alla formazione della grana dei corimbi. La pianta del cavolo broccolo si differenzia da quella del cavolfiore per avere foglie più incise e un picciolo più lungo, oltre a uno stelo capace di emettere le infiorescenze secondarie. Ciclo colturale e cultivar. Come per il cavolfiore, anche per il cavolo broccolo, in funzione dell esigenza in freddo per l emissione del corimbo principale, le cultivar si possono dividere in precoci e tardive. Le temperature minime per il passaggio dell apice caulinare da vegetativo a produttivo sono le stesse viste per il cavolfiore, anche se il cavolo broccolo appare più sensibile alla prefioritura. La coltivazione del cavolo broccolo ormai si basa sull uso di ibridi differenziati, oltre che per la durata del ciclo colturale (da meno di 60 ad oltre 150 giorni dal trapianto), per il colore delle infiorescenze (verde più o meno intenso, anche se non mancano cultivar con corimbi violacei), per la dimensione della grana (fina e grossa) e per l idoneità alla trasformazione industriale (surgelazione, prevalentemente). Con la giusta scelta delle cultivar è relativamente facile organizzare in un determinato ambiente calendari di produzione e di raccolta, per rifornire in continuo il mercato e le industrie di trasformazione dall inizio dell autunno alla fine della primavera. Tra gli inconvenienti vanno segnalati l imbrunimento e la successiva marcescenza delle infiorescenze (broccoli brown bead ), a causa delle alte temperature nei giorni precedenti la completa formazione dei corimbi e la loro alta velocità di respirazione, che impone una rapida refrigerazione post-raccolta, pena il decadimento della qualità organolettica e lo sbocciare dei fioretti. Il cavolo broccolo può essere conservato per un paio di settimane alla temperatura di 0 °C con una UR del 95-100%. Tecnica colturale. La tecnica colturale del cavolo broccolo è identica a quella vista per il cavolfiore. In funzione del vigore delle piante, la densità colturale può variare da 35.000 a oltre 80.000 piante per ettaro, con distanze sulla fila di 25-45 cm e di 50-80 cm tra le file. Le asportazioni di elementi nutritivi da parte di una coltura di cavolo broccolo sono pari a quelle viste per il cavolfiore, anche se possono essere superiori nel caso di abbondante produzione di corimbi secondari. La tecnica di concimazione raccomandata ricalca quella vista per il cavolfiore, avendo l accortezza di distanziare maggiormente l ultima concimazione azotata dalla raccolta a causa della maggiore propensione del cavolo broccolo ad accumulare nitrati nello stelo dei corimbi principali. Il cavolo broccolo è anche più sensibile alla fisiopatia del cuore cavo. Per le lavorazioni al terreno, il controllo delle malerbe, l irrigazione e i parassiti, valgono le informazioni fornite per il cavolfiore (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Cavolo cappuccio (Brassica oleracea var. capitata) Il cavolo cappuccio è una specie molto diffusa e coltivata per il consumo sia allo stato fresco che trasformato (crauti). La parte edule è costituita da una testa, o cappuccio, formata da foglie lisce, di diversa forma e colore, densamente embricate in modo da D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin