SEZIONE D

CEREALI - MAIS D 33 Zea mays è dotata di notevole polimorfismo in virtù della grande varietà della forma della cariosside, rispetto alla quale la specie può essere distinta nelle tipologie descritte di seguito. 1. Z. m. indentata (Dent corn) o Mais dentato, a cariossidi lisce, con pericarpo traslucido e apice coronato. Granella con endosperma corneo soltanto ai lati e per il resto farinoso fino alla corona. il tipo di mais più diffuso nel mondo ed è impiegato soprattutto nell alimentazione animale. 2. Z. m. indurata (Flint corn) o Mais vitreo, a cariossidi lisce, con pericarpo traslucido, apice non coronato. La maggior parte dell endosperma è vitreo e solamente una piccola parte centrale è farinosa. In passato è stato largamente coltivato in Europa, ma poi è stato quasi completamente soppiantato dal mais dentato, più produttivo. 3. Z. m. saccharata (Sweet corn) o Mais zuccherino, a cariossidi rugose e zuccherine. L endosperma contiene poco amido e molti carboidrati solubili. Le spighe raccolte a maturazione latteo-cerosa costituiscono un buon ortaggio. 4. Z. m. amilacea (Soft corn) o Mais farinoso, a cariossidi lisce, con pericarpo ed endosperma farinoso. Mentre nel mais normale l amilosio rappresenta il 20% circa, in questo tipo sale al 60-70%, rendendolo adatto all estrazione di amido speciale. 5. Z. m. ceratina (Waxy corn) o Mais ceroso, a cariossidi lisce con pericarpo opaco ed endosperma parzialmente ceroso. L amido è costituito esclusivamente da amilopectina. utilizzato nell industria alimentare come alimento dietetico, nell industria tessile e in quella cartaria. 6. Z. m. everta (Pop corn) o Mais da scoppio, a cariossidi lisce, con pericarpo traslucido, apice non coronato ed endosperma quasi interamente vitreo; viene coltivato soprattutto in USA e su piccola scala anche in Europa per la produzione di pop-corn. Germinazione e attecchimento delle piantine. Le condizioni ottimali per la germi- nazione del seme sono una buona umidità del terreno e una temperatura superiore a 10 °C. In queste condizioni il seme assorbe acqua dal terreno e dopo circa 10-15 giorni la prima parte della pianta, il coleoptile, fuoriesce dal terreno. Questa fase dura circa 3 settimane e lo sviluppo avviene utilizzando quasi esclusivamente l energia del seme. Alla fine di questo stadio la pianta presenta 5-6 foglie e dal punto vegetativo , posto sotto il coleoptile a livello del terreno, si sono già sviluppate le prime radici secondarie o permanenti. Sviluppo vegetativo. A questo stadio ha inizio la vita autonoma della pianta con la differenzazione e lo sviluppo delle altre foglie e dell apparato riproduttivo maschile e femminile. in questa fase, circa 35-40 giorni dopo la semina, che la pianta inizia ad allungarsi dagli internodi più bassi con un rapido accrescimento verticale (levata) che termina 30-40 giorni più tardi con l emissione del pennacchio. Contemporaneamente, con un parallelismo aereo e radicale, anche le radici permanenti si allungano e ne nascono di nuove, per poi interrompersi alla fioritura. La durata complessiva della fase vegetativa, che va dell emergenza alla fioritura, varia dai 45-50 giorni delle varietà precoci ai 75-80 di quelle più tardive. Fioritura e maturazione. La dispersione del polline e l emissione degli stili avvengono di norma da metà giugno a fine luglio, in relazione all andamento climatico e al ciclo di maturità del mais. Dalla punta della spiga cominciano a fuoriuscire le sete e contemporaneamente hanno inizio la diffusione del polline e la fecondazione. D

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin