Cavolo di Bruxelles

D 330 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE rendere la testa molto serrata. Le teste posso essere tondeggianti, più o meno schiacciate o coniche (cuor di bue). Oltre alla compattezza delle teste, un carattere di qualità è la concentrazione degli zuccheri nelle foglie, che aumentano con le basse temperature e risultano positivamente correlati anche con la concimazione e l umidità atmosferica. Gli zuccheri sono fondamentali nella preparazione del cavolo acido dovuta alla loro trasformazione in acido lattico e acido acetico. La coltivazione riguarda ormai esclusivamente gli ibridi che si distinguono, oltre che per la forma e la colorazione delle teste, anche per la durata del ciclo colturale (da 60 a 150 giorni dal trapianto) e, quindi, per l epoca di raccolta (precoci, medi, tardivi o, rispettivamente, primaverili, estivi-autunnali e vernini). Le tecniche di coltivazione sono simili a quelle del cavolfiore; le densità colturali tengono conto della dimensione delle teste alla raccolta (40-50 sulla fila e 50-60 tra le file) che possono variare da meno di 1 kg ad oltre 7 kg. Per la produzione di mini-cappucci si può raggiungere una densità di oltre 80.000 piante per ettaro (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Cavolo di Bruxelles (Brassica oleracea var. gemmifera) Il cavolo di Bruxelles è poco coltivato in Italia anche se meriterebbe una maggiore attenzione da parte dei consumatori per la ricchezza dei cavoletti in sostanze antitumorali (glucosilonati). La parte edule (cavoletti, glomeruli o palle) è formata da gemme fiorali costituite da piccole foglie, generalmente verdi, anche se non mancano cultivar di colore violaceo, ben serrate fra loro che assumono la forma di piccoli cavoli. I cavoletti sono attaccati alla base delle foglie e sono posti sul caule a costituire una spirale. La maturazione dei cavoletti è in genere scalare, anche se non mancano cultivar a maturazione più contemporanea idonee alla raccolta agevolata. Le nuove cultivar sono caratterizzate da una maggiore deiscenza delle foglie al momento della maturazione commerciale dei cavoletti. Il cavolo di Bruxelles è meno esigente in elementi nutritivi rispetto alle altre brassicacee; pertanto, la concimazione, soprattutto quella azotata, deve essere contenuta (100-150 kg/ha di N) per non accelerare l accrescimento dei cavoletti e non stimolare la loro apertura, che è un indice di cattiva qualità. Le varietà ora sono sostituite da ibridi che si differenziano per durata del ciclo colturale, altezza della pianta, forma, dimensione e colore dei cavoletti. Negli ambienti freschi è possibile iniziare i trapianti in primavera per realizzare raccolte in autunno e proseguire fino a tutto marzo. Per la conservazione vale quanto visto per il cavolo broccolo (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Cavolo verza (Brassica oleracea var. sabauda) Il cavolo verza si differenzia dal cavolo cappuccio per avere le foglie bollose (subvar. bullata) o crespose (subvar. crispa) che non danno alle teste la compattezza come nel cappuccio. La colorazione delle foglie varia nelle diverse tonalità del verde con la preferenza dei tipi di colore verde scuro. Anche in questo caso gli ibridi hanno sostituito le vecchie varietà (Precoce d Asti, Primaticcio, Di San Giovanni fra gli estivi; Testa di ferro, Vittoria e Di Milano, fra gli autunnali; Di Piacenza, Comune d inverno, fra quelli invernali). I tipi estivi vengono trapiantati a fine inverno (febbraio-marzo); gli autunnali in primavera (maggio-giugno) e quelli invernali in estate (luglio-agosto). I cicli colturali possono durare da 60 a 150 giorni. Le tecniche colturali sono simili a quelle viste per il cavolo cappuccio. Come questo può essere conservato fino a 5 mesi dalla raccolta, se viene realizzata la prerefrigerazione in acqua a 1-5 °C subito dopo il taglio, e mantenuto

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin