Cavolo rapa

ORTICOLTURA SPECIALE - CAVOLO DI BRUXELLES, VERZA, RAPA - CETRIOLO D 331 a temperature comprese fra 21 e 0 °C, con una UR dell 85-90% (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Cavolo rapa (Brassica oleracea var. gongyloides) La parte edule del cavolo rapa è formata dall ingrossamento del fusto (torso), per l accumulo di sostanze nutritive, che si forma immediatamente al di sopra della superficie del terreno. Solitamente il torso è a forma di palla, più o meno grossa, tonda o leggermente schiacciata, di colore verde chiaro, quasi bianco, oppure violaceo. Sul torso sono inserite poche foglie che, alla caduta, lasciano caratteristiche costolature. Anche per il cavolo rapa gli ibridi hanno preso il posto delle vecchie varietà, alle quali hanno prestato la durata del ciclo colturale, le epoche di produzione, la forma e la colorazione delle teste. La richiesta di cavolo rapa dall estero per quasi tutto l anno fa sì che la coltura venga realizzata anche in serra, oltre che in pieno campo, come da tradizione. Per le tecniche colturali vale quanto detto per le altre brassicacee tenendo conto di una maggiore densità colturale (25 3 25 o 30 3 30 cm per le cultivar precoci e 30 3 40 cm per quelle tardive). La migliore qualità delle teste è data dalla compattezza e croccantezza, dalla bassissima fibrosità e dalle foglie senza aree clorotiche o necrosi ai margini. Queste caratteristiche si ottengono con una buona gestione dell irrigazione e della concimazione, soprattutto azotata, in modo da non creare stress alla pianta o eccessive accelerazioni dell accrescimento delle teste per non favorire le spaccature interne della polpa. Le teste defoglianti possono essere conservate per 2-3 mesi, mentre quelle con le foglie solo per un paio di settimane alle stesse condizioni viste per le altre brassicacee da foglia (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Cetriolo (Cucumis sativus) Il cetriolo appartiene alla famiglia delle Curcubitaceae e probabilmente è originario delle regioni dell Himalaya. A seconda del consumo finale della cultivar, si possono distinguere quelli da mensa (da consumo fresco) da quelli per sottaceti. Esigenze climatiche e pedologiche. una specie molto esigente sia sotto il profilo termico nei confronti della percentuale di umidità del terreno, che deve essere prossima alla capacità di campo, che della radiazione luminosa; infatti il cetriolo è una pianta a giorno lungo e richiede una densità luminosa pari a 20.000-40.000 lux. Per quanto riguarda le esigenze termiche, già a 15 °C la pianta è in grado di germinare e svilupparsi, tuttavia l optimum si attesta intorno a 25-30 °C. I terreni migliori per la coltivazione del cetriolo sono quelli di medio impasto, profondi, ben ricchi di sostanza organica con un pH neutro. Caratteri botanici e biologia. una pianta a ciclo annuale che presenta inizialmente un apparato radicale di tipo fittonante, in grado di raggiungere profondità pari a 80-90 cm, e radici superficiali di tipo fascicolato. Il fusto si presenta più o meno ramificato, strisciante o rampicante (in presenza di tutori), con una sezione angolosa, scabra e ricca di peli rigidi. Le foglie, che dipartono da ogni nodo, sono pentalobate, grandi, spicciolate e pendule. Lateralmente alle foglie si sviluppano i viticci. A seconda della cultivar utilizzata, il cetriolo presenta un forte dimorfismo sessuale. Esistono infatti cultivar monoiche, andromonoiche, ermafrodite e ginoiche. Queste ultime, ottenute attraverso tecniche di miglioramento genetico, sono precoci e permettono di ottenere rese maggiori. I fiori sono gialli con un piccolo calice tubuloso e il frutto è rappresentato da un peponide di forma ellissoidale di diversa lunghezza (10-40 cm). D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin