SEZIONE D

D 334 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE In Italia si coltivano 9.000 ha con una produzione di 147.000 t; Puglia, Campania, Lazio e Calabria sono le regioni più importanti, rispettivamente con 4.000, 2.600, 690 e 500 ha. Esigenze climatiche e pedologiche. La temperatura ottimale è di 15-20 °C; temperature inferiori a 20 °C accelerano l apertura dei bocci fiorali. Preferisce terreni di medio impasto, ben drenati con pH intorno a 7. Botanica e miglioramento. Appartiene alla famiglia delle Brassicaceae. Ha radice fascicolata, non molto profonda, fusto corto, foglie basali, lunghe anche 70 cm con picciolo molto lungo (15-30 cm), lamina lirato-pennata o ellittica, margine intero o ondulato, crenato (fino a lacerato e inciso), di colore verde di tonalità diverse, glabra o con pruina cerosa nelle foglie più giovani; le nervature centrali sono appariscenti e di colore bianco. La porzione edule è costituita dall infiorescenza principale e secondaria, con i boccioli fiorali ancora chiusi e serrati, e dalle foglie più giovani. I fiori hanno petali gialli, il frutto è una siliqua contenente 10-20 semi, tondi, di colore bruno rossastro; 1 g ne contiene circa 650. Il miglioramento genetico è trascurabile: tra i principali obiettivi, oltre alla resistenza ad alcune malattie, si citano uniformità di pezzatura, contemporaneità di emissione e stelo più lungo per le infiorescenze delle cultivar tardive. Le numerose popolazioni esistenti, particolarmente in Puglia, prendono i nomi dalle località di coltivazione, dalla durata del ciclo colturale, dall epoca di raccolta e dalla dimensione delle infiorescenze. In commercio sono disponibili la Quarantina, Cinquantina, Sessantina, Novantina, Centoventina (tardiva), a Cima Grande Molfettese, Fasanese, Leccese, Marzatica, Di Maggio, ecc.; il peso delle infiorescenze con 15 cm di stelo varia da pochi grammi, nelle cultivar precoci, a oltre 400 g nelle tardive. Le cultivar precocissime sono considerate intercalari. Le colture precedenti variano con le diverse aree di coltivazione: spesso frumento, solanacee, leguminose e altre colture ortive, escluse le Brassicaceae. A volte viene praticata negli interfilari delle colture arboree. Si eseguono le normali lavorazioni per la preparazione all impianto. La quantità di elementi nutritivi da somministrare varia con la durata del ciclo colturale: in generale 100-250 kg/ha di N, 60-100 di P2O5 e 100-150 kg/ha di K2O. La semina si effettua, specialmente per le cultivar precoci, in estate e il trapianto in autunno per quelle tardive. La semina si realizza a mano o a macchina, con 2-5 kg/ha di seme in relazione alla distanza tra le file (spesso viene seminata ancora a spaglio e non si procede al diradamento); l emergenza generalmente ha luogo dopo una settimana. Il trapianto viene eseguito con piantine allevate ancora nei semenzai aziendali o in contenitori alveolati. La distanza tra le file varia da 40 a 80 cm, mentre sulla fila da 20 a 40 cm. La lotta alle infestanti si attua con la sarchiatura nelle cultivar tardive, invece per le precoci non è possibile per l elevata densità di piante. Gli erbicidi disponibili sono glifosate, oxifluorfen, setossidim, fluazifop-p-butile e metazaclor (solo sulle cultivar tardive). Per le cultivar precoci a semina estiva o all inizio dell autunno sono necessarie 4-5 adacquate a pioggia o con ala nebulizzatrice. La raccolta si effettua da settembre a maggio a mano tagliando le infiorescenze con porzione di stelo, spesso in corrispondenza dell infiorescenza secondaria; nelle cultivar tardive è scalare. La produzione varia da 10 a 40 t/ha. Si avvantaggia della pre-refrigerazione; la conservazione ha luogo a temperatura di 2-3 °C e al 90% di UR. Ha un basso valore calorico, elevato contenuto di vitamina A, B2 e C, calcio, ferro. Oltre che cotta in numerosissime ricette (orecchiette e cima di rapa, la più conosciuta), in commercio si trova cotta a vapore, sotto forma di crema e surgelata. Tra le avversità vi sono ruggine bianca, mal bianco, verticilliosi; gli insetti sono comuni al cavolfiore, mentre tra le fisiopatie è molto frequente la cavità nello stelo, causata da temperature superiori a 20 °C, elevato contenuto di acqua e azoto nel terreno (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture).

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin