SEZIONE D

ORTICOLTURA SPECIALE - COCOMERO D 337 L impollinazione viene effettuata ad opera degli insetti pronubi. Il frutto è un peponide che assume forme e dimensioni diverse a seconda della cultivar coltivata. La corteccia è liscia in alcune cultivar, presenta dei solchi ed è ricca di pruina, quando il frutto non è maturo, con una colorazione che varia tra il giallo e il verde. La parte edule è di colore giallo o rosso a seconda della specie e nella polpa sono inseriti i semi, di forma appiattita e di colore nero. Predilige terreni profondi, ben drenati, di tipo alluvionale e ricchi di sostanza organica, con un pH compreso tra 5 e 7. Tecnica colturale. Il cocomero è una pianta da rinnovo, può essere coltivata dopo il frumento; tuttavia, come per tutte le cucurbitacee, è preferibile che non ritorni sullo stesso terreno prima di 3-5 anni per ridurre i danni causati dai parassiti. Prima della semina, che solitamente si esegue tra la fine di marzo e l inizio di maggio in base alla temperatura del terreno (che deve essere superiore a 15 °C), si esegue una lavorazione profonda del terreno (circa 30-40 cm). Si consiglia in questa fase anche di apportare una prima concimazione con letame maturo. La semina, oltre a quella diretta, può essere eseguita attraverso il trapianto di piante allevate in vivaio. Nel caso della semina diretta si consiglia l uso di 4-5 semi per ciascuna postarella, a una profondità di 2 cm, con un successivo diradamento quando la pianta è allo stadio di 4 foglie. Mentre nel secondo caso le piante vengono trapiantate quando hanno raggiunto lo stadio di 4-5 foglie, con una distanza tra le file di circa 150 cm e sulla fila di 100 cm. Nel caso della coltivazione dell anguria in serra, si raccomanda il trapianto nella prima decade di marzo, utilizzando piantine seminate in serra riscaldata alla fine di gennaio. Nelle colture semiforzate si consiglia il trapianto dall ultima decade di marzo alla prima o seconda decade di aprile, con piantine di almeno 35 giorni di età. concimazione. La concimazione riveste un ruolo molto importante per questa coltura e generalmente per ottenere buone rese produttive si consiglia la somministrazione di 120200 kg/ha di N, 100-150 kg/ha di P2O5 e nel caso di mancanza di potassio nel terreno si possono utilizzare 140-200 kg/ha di K2O. Fosforo e potassio devono essere interrati prima della semina o del trapianto, mentre l azoto viene distribuito in 2-3 interventi a partire dal mese successivo alla semina, con un intervallo temporale tra i diversi interventi di circa 20 giorni. Possono essere effettuati anche trattamenti con l uso di concimi fogliari a base di boro, allo scopo di migliorare il contenuto zuccherino e la resa stessa della coltura. lotta alle malerbe. Il controllo delle malerbe può essere eseguito nelle prime fasi di sviluppo della coltura attraverso mezzi meccanici, ricorrendo alle sarchiature, viste le distanze che intercorrono tra le file, mentre con gli stadi successivi di sviluppo, si ricorre al diserbo chimico, vista l impossibilità del passaggio dei macchinari. Le principali infestanti sono rappresentate da Chenopodium album, Amaranthus retroflexus, Polygonum aviculare, Fallopia convolvulus, Solanum nigrum, Digitaria sanguinalis e Settaria viridis. irrigazione. Il fabbisogno idrico della coltura è strettamente correlato alle caratteristiche del terreno e all esposizione alla luce, oltre che alle caratteristiche dell apparato radicale della coltura. Generalmente il volume stagionale d acqua richiesto oscilla tra 3.000 e 4.000 m3/ha. Le tecniche di adacquamento sono varie: infiltrazione da solchi, a pioggia e a goccia. Quest ultima metodologia permette un risparmio sui consumi d acqua rispetto all aspersione a pioggia oltre che una distribuzione più uniforme e regolare dell acqua. Raccolta e produzione. Per la maggior parte delle cultivar impiegate la maturazione dei frutti avviene in modo scalare, pertanto la raccolta viene effettuata in più passaggi D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin