Finocchio

D 338 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE con intervalli settimanali. Solitamente la maturazione avviene dopo 90-150 giorni dalla semina. La raccolta dei frutti risulta essere piuttosto difficile; tuttavia si può ricorrere ad alcuni criteri che permettono di scegliere i frutti con le migliori qualità quali: la colorazione giallo pallido dell epidermide nel punto in cui il frutto è a contatto con il terreno, lo spessore del peduncolo, l appassimento del cirro, l imbrunimento della foglia prossima al frutto, il suono cupo che il frutto emette percuotendolo, la scomparsa dello strato di pruina che ricopre il peponide e la variazione del colore delle strisce dell epidermide per le cultivar che presentano queste caratteristiche. Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Finocchio (Foeniculum vulgare var. azoricum) In Italia nel 2005 sono stati destinati a finocchio 23.760 ha con una produzione di 610.000 t e ciò costituisce l 80% della produzione mondiale; altri Paesi in cui si coltiva sono Turchia, India, Egitto, Marocco, Spagna, Francia. Le regioni più importanti sono Puglia, Calabria e Campania, rispettivamente con 5.575, 4.551 e 3.931 ha. L esportazione si attesta su circa 30.000 t, principalmente verso Francia, Germania e Svizzera. Esigenze climatiche e pedologiche. La temperatura ottimale si situa tra 15 e 22 °C; con temperature inferiori a 5 °C la crescita si arresta. Preferisce terreni di medio impasto, profondi, ben drenati, ricchi di sostanza organica, con pH da 5,5 a 6,8 e salinità del terreno ,3 dS/m. Botanica e cultivar. Appartiene alla famiglia delle Apiaceae, è biennale, la radice principale è molto spessa, provvista di numerosi radici laterali. Lo stelo fiorale può superare 150 cm di altezza, le foglie sono pennatosette, divise in lacinie filiformi, munite di un grosso picciolo che termina con una guaina amplessicaule ingrossata. L insieme delle guaine e dello stelo raccorciato forma la parte edule, detta grumolo, e può pesare anche oltre 1.000 g. Il frutto (seme del commercio) è detto schizocarpo e 1 g ne contiene 150-250. Negli ultimi anni sono entrate in commercio le cultivar ibride (es. Arigo, Carmo, Marzio, Nevo, Rudy, Rondò, ecc.), caratterizzate da livelli produttivi e qualitativi elevati, autoimbiancanti (che rendono superflua la rincalzatura), che possiedono contemporaneità di maturazione, ottima tenuta alla sovramaturazione, buona conservabilità e tolleranza a stress biotici e abiotici. Le cultivar vengono classificate in base all epoca di impianto (primavera ed estate) e alla durata del ciclo colturale: precoci, 80-90 giorni con grumoli più piccoli (es. Mantovano, Zefa Fino, Precoce d Italia, Tusco, Chiarino); medio-tardive, 110-130 giorni (Romanesco, Latina, Nero, Montebianco) e tardive, oltre 160 giorni (Trevi, Brino, Giulio). Gli obiettivi del miglioramento genetico sono rivolti all ottenimento di grumoli a forma sferica, di grosse dimensioni, con guaine serrate, bianche, spesse, poco fibrose, croccanti, dolci e leggermente aromatiche. Tecnica colturale. considerata coltura intercalare (non deve seguire a se stessa), a carota e sedano per almeno un biennio; generalmente segue il frumento o altre specie ortive e precede quelle da rinnovo. La lavorazione principale si effettua a 30-40 cm di profondità, seguita da lavori di amminutamento. Il fabbisogno medio di N, P2O5 e K2O per 1 t di prodotto è di 7,1-2,3 e 11,0 kg rispettivamente; generalmente si somministrano sia 150-250 kg/ha di N, frazionata in 2-3 volte, in relazione alle situazioni colturali e comunque in preimpianto o dopo l emergenza, all inizio della formazione del grumolo e 30-40 giorni dopo, sia 80-150 kg/ha di P2O5 sia 100-150 kg/ha di K2O (se necessario) all impianto.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin