Indivie

ORTICOLTURA SPECIALE - FINOCCHIO - INDIVIE D 339 La semina, generalmente in luglio-agosto con 2-4 kg/ha di seme per le cultivar non ibride, è ancora presente in molte aree, ma viene lentamente sostituita dal trapianto effettuato con trapiantatrici semiautomatiche e con piantine allevate in contenitori alveolari da 150-200 pori. La distanza tra le file è di 40-80 cm, mentre sulla fila di 20-25 cm, con densità di 8-12 piante/m2 per le cultivar precoci, 6-7 per quelle tardive. Spesso si impiegano film pacciamanti per il controllo delle infestanti, ridurre l evaporazione e in alcuni casi per migliorare il riscaldamento del terreno. Il controllo delle infestanti si attua con la sarchiatura e/o con erbicidi in pre-impianto e in post-trapianto/ emergenza, con liuuron, cicloxidim, setossidim e fenossiderivati. Nell impianto estivo è necessaria l irrigazione effettuata generalmente per aspersione; i consumi idrici giornalieri variano da 25 a 40 m3/ha nel periodo luglio-settembre e marzo-maggio, mentre i volumi irrigui stagionali da 1500 a 3.000 m3/ha. Produzione e consumo. La produzione può superare 60 t/ha. La raccolta si effettua prima che le gemme interguainali si ingrossino ed è eseguita a mano o con macchine agevolatrici. Le foglie vengono tagliate, per cui i grumoli vengono lavati, selezionati e, recentemente, per evitare il calo peso, confezionati in contenitori con film microforato termoretratto. Se in campo la temperatura è superiore a 20 °C, è utile la prerefrigerazione con aria in tunnel a 0 °C. La conservazione si effettua in cella buia a 0 °C e al 90-95% di UR. L impiego dell atmosfera modificata inibisce l imbrunimento della superficie di taglio al colletto. Oltre che per il consumo fresco, il finocchio può essere surgelato, cotto a vapore e usato come prodotto di 4a gamma. Per l esportazione il diametro minimo del grumolo è fissato a 6 cm e i piccioli, nella parte centrale, non devono superare 10 cm. ipocalorico, contiene il 94% di acqua, è ricco di fibre, sali minerali, acido caffeico, oli essenziali, la cui concentrazione varia con le cultivar, ma i costituenti più importanti sono anetolo e limonene. Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Indivie (Cichorium endivia) Nelle indivie sono comprese la indivia scarola e la indivia riccia, due insalate diffuse in tutte le regioni, ma sviluppate soprattutto al Centro-Sud, dove sono coltivate anche per l esportazione nei mesi autunno-vernini. Presentano una estensione di circa 12.000 ha (2000). A livello nutritivo sono apprezzate per i bassi valori energetici e per le proprietà toniche diuretiche e lassative. Esigenze climatiche e pedologiche. Si tratta di due insalate più resistenti al freddo della lattuga, con possibilità di coltivazione nel periodo invernale, in ambienti dove si raggiungono 0-2 °C, ma per brevi periodi; la indivia riccia in relazione alla sua morfologia è più sensibile al freddo della indivia scarola e richiede climi più miti. A temperature di 25 e 27 °C le piante gelano completamente. Si adattano a diversi tipi di terreno, ma preferiscono quelli ben dotati di sostanza organica, profondi e freschi, con pH compreso tra 6,5 e 7,8. Caratteri botanici e biologia. Sono piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Asteraceae: comprendono Cichorium endivia L., var. latifolium (indivia scarola) e var. crispum (indivia riccia). Presentano un cespo con 50-70 foglie, con lembo espanso liscio nella scarola , e lembo profondamente lobato e increspato nella riccia . una specie autogama con possibilità di fecondazione incrociata, anche con varietà D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin