SEZIONE D

D 342 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE risultati, sia per precocità di produzione che per produzione areica, si ottengono in terreni tendenzialmente sciolti (sabbiosi o sabbio-limosi), ben strutturati e con una buona capacità idrica. La melanzana preferisce terreni a reazione neutra o subacida e ben si adatta, rispetto ad altre orticole, a terreni moderatamente salini. Caratteri botanici, biologia e varietà. Appartenente alla famiglia della Solanacee, la melanzana si caratterizza per un fusto eretto, erbaceo o parzialmente significato e ramificato, che può accrescersi fino a 100 cm. Le foglie sono semplici, ovate, ampie e spicciolate. La pagina superiore è tormentosa quasi glabra. I fiori, che presentano una colorazione violacea, sono peduncolati e possono essere singoli o riuniti in piccoli grappoli. Il frutto è una bacca con dimensioni e colorazione che variano notevolmente a seconda della varietà: il colore va dal bianco al viola intenso, mentre la forma varia da subsferica a cilindrica. I semi sono molto numerosi e presentano una colorazione giallo paglierino e sono inseriti lungo le colonne placentari. La melanzana è una pianta piuttosto rustica, tanto da essere in grado di sopravvivere anche in alcuni ambienti durante la stagione invernale. Normalmente il suo ciclo biologico si conclude in 150-180 giorni. A livello varietale si distinguono due tipologie: varietà a bocca lunga, varietà a bacca globosa. Tecnica colturale. La melanzana è una coltura da rinnovo. Nelle zone in cui si effettua orticoltura intensiva, può essere preceduta o seguita da tutte le specie orticole a ciclo vernino-primaverile, mentre nel caso di una coltivazione in pieno campo può seguire o precedere un cereale. Come la maggior parte delle Solanacee questa coltura è molto sensibile all attacco di numerosi parassiti vegetali terricoli (Verticillium, Pythium, Sclerotinia, Rhizoctonia, ecc.), pertanto si sconsiglia la monosuccessione o la coltivazione in successione con altre solanacee. sistemazione e preparazione del terreno. I lavori preparatori del terreno prevedono una lavorazione principale alla profondità di 35-40 cm, seguita da lavori di amminutamento, ed eventualmente assolcamento, per eseguire il trapianto. Importanti sono anche gli apporti di sostanza organica (circa 400-500 q/ha di letame) da interrarsi durante le fasi di preparazione del terreno, per sopperire alle forti esigenze nutritive della coltura. concimazione. La specie richiede 250 kg/ha di N, 120-150 kg/ha di P2O5 e 250 kg/ha di K2O, tenendo presente che P e K vanno somministrati prima del trapianto, mentre l azoto va somministrato in tre o più dosi (la prima in pre-trapianto e le altre in copertura a partire dalla fase di allegagione). semina. La semina solitamente viene effettuata attraverso il trapianto di piantine allo stadio di 4-5 foglie allevate in vivaio. Si può ricorrere, in caso di forti infestazioni di parassiti, a piantine innestate su portinnesti resistenti a specifici parassiti. La densità consigliata è di 2,5-3 piante per m2 con distanza tra le file di 80-120 cm e sulla fila di 30-50 cm. L epoca di trapianto, per la coltivazione in pieno campo, è quella primaverile-estiva. lotta alle malerbe. Visto che il ciclo biologico della coltura è abbastanza lungo, essa subisce la presenza di diverse tipologie di piante infestanti. I maggiori problemi si verificano tuttavia nel periodo primaverile-estivo in particolare e le principali malerbe sono rappresentate da Anagallis arvensis, Capsella bursa pastoris, Digitaria spp., Linaria spp., Settaria spp., Stellaria media, Veronica persica, ecc.

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin