Melone

ORTICOLTURA SPECIALE - MELONE D 343 Gli interventi mediante l uso di formulati chimici possono essere effettuati in pretrapianto e post-trapianto. irrigazione. Nonostante presenti forti esigenze irrigue, dovute soprattutto alla forte evapotraspirazione, ha una buona resistenza all aridità; tuttavia in condizioni di stress prolungato la produzione viene compromessa. Il periodo critico di stress idrico coincide con la fase di allegagione e ingrossamento dei frutti. L acqua deve essere somministrata a intervalli brevi, con metodi che vanno dall infiltrazione laterale da solchi alla microportata. La distribuzione per aspersione è mal tollerata dalla coltura. Le esigenze idriche della specie variano in funzione dell ambiente pedoclimatico e possono raggiungere, nelle regioni meridionali, anche 6-7.000 m3/ha. La tecnica maggiormente utilizzata, soprattutto per le coltivazioni in pieno campo, è quella per infiltrazione da solchi, mentre per la coltura in serra, la microirrigazione. La raccolta è di tipo scalare e viene effettuata dopo circa 3-4 settimane dall allegagione. I frutti si presentano con una colorazione lucente e di medio-grandi dimensioni a seconda della cultivar allevata. La conservazione del frutto può raggiungere le due settimane nel caso in cui la bacca venga conservata a una temperatura di 8-9 °C, con un umidità relativa attorno al 95% (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Melone (Cucumis melo) Originario dell Africa, il melone è oggi diffuso in tutto il mondo. Esistono diverse tecniche di coltivazione, in pieno campo, ma anche in coltura semi-forzata o in serra, in modo tale da coprire la richiesta di questo frutto per tutti i periodi dell anno. Esigenze climatiche e pedologiche. Il melone è una coltura che richiede alte temperature, teme l eccessiva umidità e predilige terreni argilloso-limosi, profondi e ben strutturati e drenati, leggermente calcarei, con un pH compreso tra 6 e 7,5. Caratteri botanici e biologia. Pianta annuale, il melone presenta un fusto principale con un comportamento che può essere sia strisciante, ramificato, ma anche rampicante grazie ai viticci. L apparato radicale è costituito da radici cordiformi e fibrose, in grado di stendersi in profondità, anche se le radici più attive si concentrano nei primi 30 cm di terreno. molto sviluppato in superficie. Le foglie sono scabre, alterne ai cirri, picciolate, arrotondate, reniformi o divise in lobi e ruvide al tatto. La pianta di melone è di norma monoica: prima si sviluppano i fiori maschili, poi i fiori femminili; tuttavia non sono rari i tipi andromonoici con fiori maschili e fiori ermafroditi. Il frutto è un peponide di notevoli dimensioni e peso (1-4 kg). I semi, che hanno una forma allungata e appuntita alle estremità, sono inseriti nella parte centrale del frutto, all interno del tessuto placentare che riempie tutta la cavità ovarica quando il frutto è piccolo. Varietà e miglioramento genetico. Le cultivar maggiormente coltivate in Italia si possono suddividere in tre gruppi varietali: var. cantalupensis, var. reticulatus e var. inodorus. I primi si caratterizzano per frutti globosi, a buccia liscia o leggermente verrucosa, di colore verde-grigio, con solchi ben marcati; la polpa ha colore aranciato o salmone. Sono precoci e di media pezzatura (peso da 0,6 a 1,5 kg). La varietà reticulatus invece presenta frutti ovali o tondeggianti, con buccia fittamente reticolata, la cui costolatura spesso manca o è poco marcata; la polpa è di colore verde-giallo o arancione e il peso dei frutti oscilla da 1 a 2,5 kg. I meloni da inverno infine hanno frutti di medie D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin