SEZIONE D

D 344 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE e grandi dimensioni (peso da 1,5 a 4 kg), che possono essere conservati per molti mesi (fino all inverno). I frutti sono lisci e senza costole, di colore giallo o verde scuro, con polpa bianca, verde chiaro o gialla. Tecnica colturale. Il melone è molto suscettibile all attacco di diverse crittogame e parassiti del terreno (fusariosi, verticillosi, nematodi); pertanto, per contenere i danni causati da questi agenti patogeni, si sconsiglia di coltivarlo su un terreno prima che siano trascorsi un paio di anni. sistemazione e preparazione del terreno. Considerata pianta da rinnovo, il melone può essere inserito all inizio della rotazione e seguire il frumento o altre colture erbacee. Solitamente in autunno si effettua la preparazione del terreno che richiede un aratura profonda (35-50 cm), alla quale segue l interramento di letame. In primavera si effettuano le concimazioni fosfo-potassiche. concimazione. La concimazione del melone richiede l apporto di 60-100 kg/ha di P2O5, 150-200 kg/ha di K2O e 120-180 kg/ha di N; i concimi fosfatici e potassici vanno somministrati al momento della preparazione del terreno, dovendo essere interrati; quelli azotati (nitrato ammonico o urea) in parte all impianto e in parte in copertura. semina. La semina si fa in primavera avanzata (aprile-maggio), quando la temperatura ha raggiunto 14-15 °C e non si temono più gelate tardive. La densità d impianto è di 0,4-0,5 piante per m2 e si realizza mantenendo distanze lungo la fila di circa 0,8-1 m e tra le file di 2-2,5 m. Nel caso in cui si effettui la coltivazione in serra, la fittezza d impianto può aumentare fino a 1,5-2 piante per m2, visto che le piante sono allevate in verticale. La tecnica più diffusa è quella della coltivazione del melone in pien aria; tuttavia non vanno dimenticate le tecniche di coltura pacciamata e semi-forzata. Quest ultima si realizza attraverso la pacciamatura del terreno e l uso di tunnel che ricoprono la fila, in modo da poter anticipare di circa un mese l impianto e la maturazione dei frutti. lotta alle malerbe. Il controllo delle erbe infestanti si fa mediante sarchiature superficiali (per non danneggiare l apparato radicale), soprattutto durante le prime fasi di accrescimento della coltura, vista la forte competizione tra le piantine e le infestanti. Il diserbo è possibile con certi prodotti idonei al trattamento di pre-emergenza o postemergenza (pretrapianto o post-trapianto). irrigazione. Le principali tecniche di irrigazione sono quelle a pioggia, a solchi, a goccia o con manichette forate disposte sotto la pacciamatura, anche se in molte zone, il melone viene coltivato in asciutto grazie alle caratteristiche del suo apparato radicale. Il periodo in cui la pianta è maggiormente sensibile allo stress idrico coincide con il periodo della fioritura-ingrossamento dei frutti. La raccolta inizia 90-110 giorni dopo la semina e prosegue in modo scalare per 15-30 giorni. Un indice visibile della maturazione è il distacco con facilità del peduncolo dal frutto. Il momento della raccolta assume molta importanza in quanto un ritardo comprometterebbe la serbevolezza del frutto, mentre un anticipo la sua qualità (percentuale di zucchero). Le rese produttive si attestano attorno alle 20-35 t/ha in pien aria, 30-40 t/ha in quella semi-forzata (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture).

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin