Patata precoce

ORTICOLTURA SPECIALE - PATATA PRECOCE D 345 Patata precoce (Solanum tuberosum) La produzione di patata precoce, comunemente nota come primaticcia o novella, rappresenta una significativa e importante espressione della coltivazione della patata. L aggettivo precoce viene attribuito, in accordo con gli standard della UE, alle patate raccolte generalmente prima che abbiano raggiunto la piena maturazione, commercializzate e utilizzate immediatamente dopo la raccolta, la cui buccia può essere facilmente rimossa mediante strofinamento. Ogni Paese e ogni area di coltivazione, pertanto, possono realizzare la propria quota di patate precoci, essendo logicamente possibile ovunque la raccolta anticipata di una parte di prodotto, merceologicamente qualificata come sopra. Risulta ovvio, tuttavia, che la relativa produzione, per quanto ascrivibile alla medesima categoria merceologica, non assume ovunque lo stesso significato economico, come dimostra, peraltro, il differente valore delle produzioni precoci ottenute nelle diverse regioni del nostro Paese, caratterizzate da una precocità di maturazione profondamente diversificata. Le coltivazioni precoci di maggiore rilevanza economica sono, infatti, quelle realizzate fuori stagione cioè in un ciclo fortemente anticipato rispetto a quello tipico primaverile-estivo le cui produzioni costituiscono oggetto prevalente di esportazione. Il valore economico della coltivazione extrastagionale della patata, nonché quello di carattere sociale collegato, risiede sia nell elevata intensità e attività colturale sia nel valore della produzione, largamente collocata sui grandi mercati europei, Germania soprattutto, Francia, Regno Unito, Austria, Svizzera, ecc., a volte per quote superiori al 60-70% della complessiva produzione precoce. TAB. 3.9 Patata precoce in Italia (fonte: ISTAT) Il valore della produzione Superficie occupata Produzione totale Resa (ha) (t) (t/ha21) precoce esportata ugua1999 22.472 464.142 20,6 glia o supera quello delle 2000 23.989 589.208 24,6 importazioni di patata co2001 24.113 584.424 24,2 mune e di patata da seme. 2002 21.202 425.828 20,1 Nell ultimo decennio, so2003 19.798 410.122 20,7 prattutto, la produzione precoce nazionale, tuttavia, TAB. 3.10 Superficie e produzione della patata precoce ha trovato progressivamenper regioni in Italia, nella media del quinquennio te temibili concorrenti nei 1999-2003 Paesi del Nord Africa e in Superficie Incidenza Produzione Resa (ha) (%) (t) (t/ha21) Cipro. Le regioni maggiorSicilia 9.319,8 41,54 188.829,2 20,48 mente interessate sono Puglia 6.669,6 29,73 137.672,0 21,88 quelle meridionali, nell orCampania 3.467,2 15,45 109.978,4 28,84 dine di precocità: Sicilia, Sardegna 1.562,8 6,97 28.213,4 18,00 Calabria 650,8 2,90 11.364,2 17,46 Calabria, Puglia, Campania. Toscana 368,6 1,64 8.721,0 23,68 La superficie complessiva Lazio 193,4 0,86 4.893,2 25,28 a patata precoce nell ulVeneto 127,0 0,57 3.548,4 26,82 Liguria 56,8 0,25 992,0 17,44 timo quinquennio (Tabb. Emilia-Romagna 25,0 0,0223 750,0 30,00 3.10, 3.11) ha oscillato da Abruzzo 13,2 0,0588 304,4 23,18 poco più di 24 mila ettari a Piemonte 10,0 0,0089 250,0 25,00 poco meno di 20 mila, sulLombardia 2,0 0,0018 80,0 40,00 TOTALI 22.314,8 100 495.596,0 22,21 la quale la Sicilia ha inciso D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin