SEZIONE D

ORTICOLTURA SPECIALE - PATATA PRECOCE D 347 climaticamente avverse, la produzione può perdere il carattere di precocità o risultare addirittura annullata dalle pur rare gelate, soprattutto quando la pianta non è più in grado di rigettare. adattamento delle varietà. In considerazione di quanto premesso, la scelta delle varietà più adatte rappresenta l aspetto più complesso della coltivazione della patata precoce. In base alla nostra esperienza, una varietà adatta alla coltivazione precoce deve, infatti, presentare congiuntamente le seguenti caratteristiche: a. ciclo colturale piuttosto breve, variabile intorno a una durata media di 120 giorni; b. capacità di accrescimento elevata, anche con le modeste temperature del periodo autunno-vernino; c. differenziazione precoce dei tuberi ed elevato ritmo di accrescimento degli stessi nelle prime fasi del processo di tuberificazione; d. indifferenza al fotoperiodo; e. elevata resistenza alle più comuni avversità parassitarie; f. elevata capacità produttiva, compatibilmente con i limiti caratteristici del ciclo colturale; g. tuberi di dimensione media, di forma ovale o allungata e a pasta gialla, in relazione alle preferenze dei mercati di consumo della patata novella. La scelta varietale ha presentato da sempre aspetti problematici per il fatto che i tuberi da seme, quasi tutti di provenienza estera, non hanno mai fatto riferimento a varietà specificamente costituite per le colture precoci. Si spiega così l elevato numero di varietà che nel tempo sono state introdotte in coltura o proposte per prove di adattamento, delle quali solo pochissime hanno fatto storia, o lasciato traccia di sé, come la mitica Sieglinde o l altamente produttiva Spunta. La situazione è in fase di proficua evoluzione per la recente costituzione di nuove varietà in Istituti di ricerca nazionali e per la relativa valutazione per la specifica destinazione. A parte quelli relativi al precario adattamento delle varietà, l importazione dei tuberi da seme dall estero ha comportato seri problemi connessi con le caratteristiche della semente derivanti dalle condizioni ambientali e colturali della zona di origine, dall epoca di maturazione, dalla durata del periodo intercorrente tra raccolta e spedizione e dalle condizioni di conservazione dei tuberi-seme in detto periodo, nonché nel corso del lungo viaggio in ferrovia. Questi fatti, sui quali non è mai stato posto l accento a sufficienza, possono comportare modificazioni notevoli della età fisiologica e del conseguente valore agrario della semente, fenomeni che solo in casi estremi generano un contenzioso di rilievo tra commercianti di seme e agricoltori, ma che di norma si traducono in limitazioni occulte della produzione, mascherate dalla variabilità dei risultati da un anno all altro, anche con la stessa varietà, per effetto delle pur sempre precarie condizioni ambientali di cui la coltura precoce può fruire. Occorre, comunque, riconoscere che, per quanto riguarda in particolare la Sicilia, l adozione quasi esclusiva di seme importato, ma pur sempre certificato, ha rappresentato storicamente un punto di forza per la diffusione della coltura e un sicuro vantaggio in termini di produzione unitaria, anche se non sempre in termini economici, considerato l alto costo dei tuberi-seme certificati. Non altrettanto è accaduto, soprattutto in passato, in altre regioni, a causa dell inveterato uso di seme riprodotto in loco, senza alcun controllo, dalle caratteristiche agronomiche e sanitarie assai discutibili. Tecnica colturale. Nell impianto delle colture precoci si fa largamente ricorso al frazionamento dei tuberi al fine di limitare, nella massima misura possibile, la quantità di D

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin