Peperone

ORTICOLTURA SPECIALE - PEPERONE D 349 annerimenti che ne pregiudicano la commercializzazione. Si assiste spesso a una tecnica mista: meccanica mediante un escavatore per portare i tuberi in superficie, e manuale, successivamente, per la loro raccolta. Non mancano, tuttavia, modelli di scavapatata, grandi e piccoli, adattati al particolare tipo di prodotto. Il consumo di patata novella, per le ottime caratteristiche organolettiche del prodotto fresco, può ben contrastare la progressiva riduzione del consumo pro capite di patata comune, soggetta a un processo di conservazione più o meno lungo, che la rende progressivamente meno gradevole. Peperone (Capsicum annuum) La coltura del peperone, originaria dell America centro-meridionale, attualmente viene coltivata in tutto il mondo nelle regioni a clima temperato e caldo. In Italia la coltivazione si concentra prevalentemente nelle regioni meridionali e negli ultimi anni si è registrato un incremento della superficie coltivata, grazie soprattutto alla tecnica della coltivazione protetta. Esigenze climatiche e pedologiche. L intero ciclo biologico della pianta del peperone è molto sensibile alle variazioni di temperatura e luminosità. L optimum di vegetazione si realizza nelle giornate di sole con temperature pari a 26 °C di giorno e 16 °C di notte, mentre in condizioni di scarsa luminosità i valori scendono a 20 °C di giorno e 14 °C di notte. La crescita, lo sviluppo, la qualità e quantità dei frutti sono influenzati dal giorno breve (9-10 ore di luce). La fioritura è favorita da temperature diurne alte (26-40 °C) e da modeste escursioni termiche giornaliere; l allegagione è favorita da escursioni termiche comprese tra 26 e 32 °C di giorno e 16 °C di notte. Temperature superiori a 30-35 °C, associate o meno a escursioni termiche, possono causare cascola fiorale, deformazione e cascola dei frutti. Per la coltivazione del peperone inoltre si sconsigliano terreni compatti e asfittici per la difficoltà di assorbimento degli elementi nutritivi e dell acqua da parte dell apparato radicale. Per la sua coltivazione è necessario disporre di un terreno soffice e fresco, di medio impasto o tendenzialmente sciolto, abbastanza fertile e con elevato regime idrico. Caratteri botanici e biologia. Il peperone, che appartiene alla famiglia delle Solanaceae, presenta un apparato radicale superficiale composto da un piccolo fittone e da numerose radici secondarie di ridotta dimensione. Il fusto emette ramificazioni dicotomiche, le foglie sono alterne, lucide e ricche di stomi. I fiori bianchi sono solitari e si formano in modo scalare all ascella delle foglie o delle ramificazioni. Sono ermafroditi e si può avere sia l autofecondazione che la fecondazione incrociata a opera degli insetti. Il frutto è una bacca carnosa, a portamento pendulo, con una colorazione inizialmente verde che poi diventa rossa o gialla (a seconda della cultivar adottata) al momento della maturazione dei semi contenuti all interno. Varietà e miglioramento genetico. In base alle forti esigenze del mercato (industria di trasformazione, consumo interno fresco, ecc.), la coltivazione di questa specie ha determinato il diffondersi di cultivar aventi una grande variabilità di forme, pezzatura e colore delle bacche. La scelta della cultivar pertanto è strettamente condizionata dalla tipologia di mercato cui è indirizzato il prodotto, oltre che dagli usi e costumi della zona di coltivazione. In Italia le diverse cultivar si possono raggruppare in tre grandi gruppi (che a loro volta si suddividono in più sottogruppi di cultivar). In particolare i frutti a forma squadrata, quadrata, rettangolare (frutti grossi), a trottola, cuneo, topepo, marron (da conserva) e a corno, corno di bue, Marconi. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin