1.7.5 Tecnica colturale

CEREALI - MAIS D 35 Il miglioramento genetico, che in prima istanza era orientato soltanto a massimizzare la produzione, oggi ha abbracciato obiettivi più articolati e specifici, anche in funzione del diverso utilizzo della coltura. Poiché la produzione finale resta il principale obiettivo, oggi riveste un ruolo rilevante l aspetto qualitativo della produzione, in particolare il miglioramento del prodotto per la nutrizione umana (aumento degli amminoacidi essenziali), per l alimentazione zootecnica (tessuti vegetali più digeribili e meno lignificati) e per l utilizzo industriale-energetico (componente glucidica). I principali obiettivi del miglioramento genetico sono riassunti nel modo seguente: p recocità: fondamentale per l adattamento della coltura alle diverse caratteristiche pedoclimatiche dei comprensori maidicoli; r apidità di maturazione (fast dry down); m antenimento dell apparato vegetativo verde fino in prossimità della raccolta (stay green); r esistenza all allettamento: intesa come la capacità della pianta a resistere a stron- camenti, sbandamenti e rotture in seguito ad attacchi parassitari; a lto tenore in amido; r esistenza alle malattie e alle avversità; particolare interesse riveste la resistenza a freddo, virosi, malattie batteriche, fungine e parassiti animali. A questo riguardo ricordiamo le piante transgeniche o geneticamente modificate, che resistono a piralide, erbicidi e virosi. 1.7.5 Tecnica colturale Avvicendamento. Il mais è la classica coltura da rinnovo a semina primaverile che lascia nel terreno abbondanti quantità di residui colturali e può seguire qualsiasi altra specie senza evidenziare particolari problemi. Come precessione colturale vanno bene tutte le colture, ma sono preferibili quelle che consentono un agevole controllo delle graminacee (soia, frumento, bietola). La monosuccessione, molto diffusa in alcuni areali negli ultimi anni e resa possibile grazie alla disponibilità di mezzi tecnici messi a disposizione dallo sviluppo tecnologico e dalla ricerca scientifica, determina spesso un impoverimento della sostanza organica del terreno, la diffusione di malerbe sempre più difficili da controllare e l insorgenza di nuovi e più aggressivi parassiti e patogeni della coltura. Il ricorso all avvicendamento colturale e alla rotazione diventa quindi necessario, se non indispensabile, poiché consente di sfruttare i residui di fertilità della coltura precedente e di sfuggire agli effetti negativi (riassunti nel termine stanchezza ), che la specie incontra succedendo a se stessa. Sistemazione e preparazione del terreno. Le lavorazioni si eseguono principalmente per interrare i residui vegetali, controllare le malerbe e ridurre la compattezza del terreno. L aratura, indispensabile nei terreni pesanti, è preferita in autunno perché consente di seminare presto garantendo migliori condizioni per l emergenza e talvolta anche in migliori rese. Nei terreni particolarmente ricchi di limo e in quelli soggetti a fenomeni erosivi, è bene rimandare le lavorazioni alla primavera successiva. L aratura può essere sostituita da ripuntatori che sollevano il terreno, operando anche a maggiore profondità rispetto all aratro, ma non rivoltano la terra e non interrano i residui ad alta profondità. Distanze tra gli organi lavoranti di 0,5-0,6 m possono essere adottate per rimuovere tutta la superficie del terreno e intervenire al fine di preparare il terreno per la semina. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin