SEZIONE D

D 350 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE Tecnica colturale. A causa delle problematiche legate alla stanchezza del terreno, si sconsiglia di coltivare il peperone in successione a se stesso, oltre che con altre colture appartenenti alla famiglia delle Solanacee. Gli avvicendamenti colturali favorevoli sono con i cereali autunno-vernini, le liliacee (cipolla, aglio) e le leguminose da granella. sistemazione e preparazione del terreno. La preparazione del terreno ha come principale obiettivo quello di ottimizzare le risorse idriche naturali a disposizione delle colture e aumentare la capacità di ritenzione idrica del terreno. In base alla tipologia del terreno e alla tecnica di coltivazione, le operazioni colturali possono essere condotte con diverse modalità; tuttavia, in generale, si può affermare che il peperone necessita di lavorazioni di media profondità (40-50 cm), anche se l apparato radicale è in grado di esplorare i primi 30-40 cm; ciò è dovuto alle problematiche relative alla bassa capacità di scambio cationico legata all apparato radicale. Pertanto, per non rovinare la sofficità del terreno lasciata dalla coltura precedente, e/o migliorare la macroporosità, si consiglia l esecuzione della lavorazione principale con aratri discissori. Se le condizioni di sofficità del terreno lo consentono, è possibile praticare il trapianto su sodo o farlo precedere da una lavorazione a strisce (ridge till ), con piccoli coltivatori. Inoltre il peperone, durante il ciclo colturale, richiede diverse operazioni quali la rincalzatura e/o la pacciamatura, che permettono un buon controllo delle infestanti. concimazione. Il peperone si avvantaggia notevolmente della fertilizzazione organica perché questa svolge una funzione non solo nutritiva nei confronti della pianta, ma anche ammendante del suolo, influendo sulle caratteristiche fisiche del terreno. Perciò, per la coltivazione del peperone all interno di una rotazione pluriennale, non si deve mai prescindere dall utilizzo della sostanza organica (quale il letame) o di quella proveniente dalle colture da sovescio. Inoltre il peperone si caratterizza per essere una pianta con forti esigenze in potassio, azoto e calcio, mentre è in grado di assorbire modeste concentrazioni di fosforo. La concimazione ha lo scopo prevalente di ripristinare le asportazioni degli elementi nutritivi da parte dei frutti. In generale, per ogni tonnellata di frutti, le asportazioni sono 3,9 kg di azoto, 1,0 kg di fosforo, 5,0 kg di potassio, 2,0 kg di calcio, 0,2 kg di magnesio per la coltura in pien aria, mentre per la coltivazione in serra le asportazioni sono dell ordine di 5,6 kg di azoto, 1,2 kg di fosforo, 6,8 kg di potassio. Prima dell impianto, oltre alla concimazione fosfo-potassica, si consiglia l apporto di 40-50 kg/ha di N per favorire lo sviluppo dell apparto fogliare. semina. La tecnica di semina maggiormente utilizzata per il peperone è il trapianto di piantine allevate in vivaio, con una densità di impianto correlata alla fertilità del terreno e alla tipologia di cultivar. Si consiglia la fila semplice e una densità di 2 piante/m2 per le cultivar a frutto grosso, con distanze pari a 0,5 3 1 m, mentre per quelle a frutto piccolo 3 piante/m2, con distanze pari a 0,4 3 0,8 m. Contemporaneamente al trapianto si provvederà alla disposizione dell impianto irriguo realizzato con microirrigatori e all eventuale prima adacquata per favorire l attecchimento. lotta alle malerbe. Tra le infestanti annuali più comuni ricordiamo Solanum nigrum L., Amaranthus spp., Chenopodium spp., Senecio spp., Polygonum spp., Portulaca spp., Poa spp., Lolium spp., Echinochloa spp.; mentre tra le perenni Cyperus spp., Cynodon spp., Convulvulus spp. Nella lotta contro queste infestanti si può ricorrere alle

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin