Rapa

ORTICOLTURA SPECIALE - RADICCHI - RAPA D 355 b. I radicchi variegati comprendono: 1. il radicchio Variegato di Castelfranco , con cespo a foglie larghe, più o meno ser- rate, che assumono al centro una colorazione madreperlacea variegata di rosso, e nervatura poco evidente, adatto alla produzione autunnale per la scarsa resistenza al freddo; 2. il Radicchio variegato di Chioggia , con un cespo di forma globosa a foglie ovali simili al Rosso di Chioggia , ma che nella posizione interna virano al giallo con maculature rosse, adatto alla produzione autunno-invernale. Tecnica colturale. L impianto può essere effettuato con il trapianto, soprattutto nelle varietà precoci (Rosso di Chioggia, e Variegati di Castelfranco e di Chioggia) per produzioni primaverili o autunnali, anche quando si impiegano ibridi F1 particolarmente costosi; la semina diretta si effettua invece in giugno-luglio per le varietà Rosso di Treviso e Rosso di Verona, a produzione autunno-invernale. La densità colturale è compresa tra 6 e 10 piante per m2 e il fabbisogno in seme è di 3-5 kg/ha con la semina diretta (1-1,5 in caso di semina di precisione). Per la concimazione si consiglia la distribuzione all impianto di 90-100 kg/ha di N, 50-60 kg/ha di P2O5 e 250 kg/ha di K2O, successivamente a metà coltura si possono distribuire altri 30-40 kg/ha di N. Il diserbo può essere fatto meccanicamente o con diserbanti selettivi in presemina o pretrapianto con prodotti a base di trifluralin. Un operazione che può essere utilizzata per esaltare le caratteristiche qualitative del radicchio è la forzatura postraccolta, un tempo realizzata in letamai, oggi in cantine, serre oscurate e magazzini opportunamente predisposti, con temperature di 10-15 °C. I cespi raccolti con una parte di radice sono posti appressati uno all altro in posizione verticale e tenuti al buio per 7-15 giorni poi sono sfogliati, ripuliti, lavati e confezionati. Produzione. La raccolta inizia a completo sviluppo del cespo da destinare alla forzatura oppure dopo la formazione del grumolo, a seconda delle varietà. Vengono eliminate tutte le foglie esterne o danneggiate e la radice, una volta ripulita, viene recisa a 4-5 cm dal colletto. La produzione è compresa tra 60 e 90 q/ha nei radicchi soggetti a forzatura e 90-140 q/ha negli altri. La conservazione in frigo (0 °C e 90-95% di UR) può essere protratta per 3-5 settimane. Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Rapa (Brassica rapa) un ortaggio di cui si consuma la radice e anche le foglie come verdura cotta. La rapa si produce nel periodo autunnale o primaverile ed è diffusa prevalentemente al CentroNord in relazione alle sue esigenze climatiche. estesa su di una superficie di circa 2.000 ha con rese di 242 q/ha (2000). Esigenze climatiche e pedologiche. La rapa da orto è una specie che si adatta a climi temperato-umidi con ciclo autunno-invernale. Resiste fino a 210 °C di temperatura (la parte radicale), ma quella ottimale per la crescita è 15-18 °C. In condizioni di elevate temperature e di giorno lungo, si ha l emissione dello stelo fiorale. Per quanto riguarda il terreno, risultano adatti quelli freschi e ben drenati, a bassa salinità e con pH compreso tra 6,5 e 7,5. Caratteri botanici e biologia. La rapa, classificata come Brassica rapa L., subsp. rapa Thell., appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, è caratterizzata da ciclo biennale (annuale in coltura), da una radice carnosa di varia forma (rotonda, appiattita ed allungata) e colore (bianca, gialla, con sfumature rosa o verdi), con polpa bianca e croccante. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin