Spinacio

D 358 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE tano la parte edule; l apparato radicale è fibroso e superficiale nel sedano da coste. Nel sedano rapa (Apium graveolens L., var. rapaceum) l apparato radicale è globoso e carnoso. In condizioni di giorno lungo viene emesso uno scapo fiorale alto fino a 1 m, con ombrelle composte portanti fiori bianchi simili a quelli della carota, ma più piccoli. Il frutto è un diachenio molto piccolo che dopo la maturazione e la lavorazione viene impiegato come seme. Le varietà sono distinte in base alle caratteristiche delle coste o delle radici nel sedano rapa. Abbiamo cultivar di sedano a costa verde (Elne, Florida, Verdon, Verde di Chioggia, Gigante di Romagna, Tall Utah), a coste bianche (Lepage, Perla, Florida), a coste dorate (Dorato d Asti, Sedor, Dorato Barbier), a coste rosate (Piemontese o Rosso di Torino). Si ha poi una varietà di sedano da taglio (Apium graveolens var. secalinum), utilizzata per uso aromatico. Nel sedano rapa troviamo le cultivar Di Verona o Bianco del Veneto, Gigante friulano e Di Magdeburgo. Tecnica colturale. L impianto avviene tramite trapianto di piantine con 4-6 foglie, preparate in contenitore alveolato o in cubetto di torba. Il trapianto può essere meccanizzato in file distanti 50-60 cm e 20 cm lungo le file, realizzando densità di 8-10 piante per m2. Nelle colture di serra la densità è aumentata a 12-14 piante a m2. L epoca di trapianto varia a seconda dei programmi colturali e dell ambiente di coltivazione: per raccolte estivo-autunnali si trapianta da maggio a giugno al Centro-Nord, per raccolte autunno-vernine si trapianta da agosto a settembre al Sud e nelle isole. Il sedano rapa si trapianta in maggio-giugno per produzioni autunnali. Le operazioni colturali più importanti sono rappresentate dal diserbo (esistono diserbanti selettivi), da fertirrigazioni e dalla rincalzatura nella fase finale del ciclo, finalizzata all imbianchimento. Questo ultimo può essere realizzato anche mediante copertura delle piante con film di PE nero, poche settimane prima della raccolta. Produzione. La raccolta inizia quando le piante di sedano hanno raggiunto pesi minimi di 500-800 g, a seconda della varietà, dopo 3-5 mesi dal trapianto e dopo aver subito la fase di imbianchimento, se necessaria. Le piante vengono raccolte manualmente o con l aiuto di macchine agevolatrici, quindi sono ripulite, lavate e confezionate. Nelle aree più vocate si raggiungono produzioni di 500-800 q/ha. Il sedano rapa si raccoglie in autunno e la produzione delle radici è compresa tra 300 e 600 q/ha. Il prodotto confezionato può essere conservato in frigo (0 °C e 95% di UR) per 2-3 mesi. Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Spinacio (Spinacia oleracea) Lo spinacio è un ortaggio da foglia coltivato principalmente in autunno-inverno per il mercato e in primavera per l industria. diffuso in tutte le regioni, ma soprattutto al Centro-Nord (Lazio, Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna), dove si pratica anche una coltura di serra. Nel 2000 risultavano coltivati circa 7.000 ha, con rese di 140 q/ha. Il 25% della produzione è destinato all industria dei surgelati, con tendenza all aumento. Esigenze climatiche e pedologiche. Lo spinacio è pianta a basse esigenze termiche, con temperature ottimali per la crescita di 10-15 °C, e buona resistenza al freddo (27, 210 °C). In condizioni di giorno lungo e con alte temperature la pianta emette lo scapo fiorale; pertanto la coltivazione non è consigliata in estate. Richiede terreni freschi, ma ben drenati, in quanto è sensibile all asfissia radicale. Presenta una discreta resistenza alla salinità (1,5-2 dS/m) e pH ottimale compreso tra 6 e 7,5. Le esigenze

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin