SEZIONE D

D 360 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE della pianta i terreni che meglio si prestano a questa coltivazione sono quelli di medio impasto, sub-alcalini e caratterizzati da un elevato contenuto in sostanza organica. Caratteri botanici e biologia. La zucca è caratterizzata da un apparato radicale fibroso, molto ramificato in superficie. Gli steli, che possono essere cilindrici o costoluti, sono striscianti oppure cespugliati. I fiori presentano una colorazione gialla molto intensa e sono portati all ascella delle foglie. Visto che i fiori maschili entrano in antesi prima di quelli femminili, la fecondazione è di tipo entomofilo. Il frutto è un peponide con forme e dimensioni che variano notevolmente in funzione della varietà colturale adottata. I semi sono numerosi, con una colorazione che varia dal bianco al grigiobruno, e sono attaccati alla parete interna del mesocarpo. Tecnica colturale. La zucca ha un ciclo primaverile-estivo e si può considerare come una coltura da rinnovo. Si sconsiglia la successione con altre Curcubitacee e con le Solanacee. Le lavorazioni del terreno per la coltivazione della zucca dovrebbero essere eseguite con il terreno in tempera in epoca estiva attraverso un aratura profonda (40-45 cm), distribuendo abbondanti quantità di sostanza organica e operazioni di amminutamento del terreno mediante l uso di frangizolle. All impianto solitamente si effettua una concimazione di fondo fosfo-potassica solo in terreni poco dotati di fosforo e potassio assimilabili, mentre durante la crescita si distribuiscono 100-150 kg/ha di N con 2-3 applicazioni localizzate, prima che la coltura abbia ricoperto completamente il terreno. Da evitare somministrazioni di azoto in forma ammoniacale o ureica poiché deprimono le qualità organolettiche e di conservabilità del prodotto. Fra i concimi azotati si consiglia di utilizzare il nitrato di calcio. Oltre al reintegro degli elementi che vengono asportati naturalmente dalla coltura, le concimazioni devono tener conto dell elevato fabbisogno in boro e in magnesio. La semina solitamente si effettua tra aprile e maggio direttamente in campo con investimenti medi di circa 3 piante per m2. L impianto prevede la posa di 5-6 semi in buche a una profondità di 2-3 cm, con una distanza lungo la fila di circa 1-2 m mentre tra le file è di 4-5 m. Tuttavia la tipologia dell impianto più o meno fitto può variare notevolmente in base al rigoglio vegetativo della cultivar adottata. Nel caso di varietà ibride, si adotta la tecnica del trapianto delle piante allevate in vivaio perché la semente in genere è piuttosto costosa. Allo scopo di migliorare l uniformità e la pezzatura dei frutti, possono essere eseguite anche operazioni di cimatura del cordone principale sopra la 3-4a foglia vera e di diradamento dei frutti (2-4 per pianta). La lotta alle malerbe è di fondamentale importanza, soprattutto durante le prime fasi di accrescimento, e può essere effettuata sia attraverso l uso di prodotti chimici sia tramite tecniche meccaniche quale la sarchiatura. Per ottenere buone rese produttive, è indispensabile evitare stress idrici nelle fasi di attiva crescita e ingrossamento dei frutti. Si consigliano turni brevi con modesti volumi di adacquamento. Produzione. La raccolta solitamente viene effettuata tra settembre e novembre, comunque non oltre l inizio delle prime gelate. Lo stoccaggio dei frutti, che devono essere tenuti in strati singoli, può avvenire in ambienti asciutti, con una bassa percentuale di UR. Le rese medie sono circa di 1.000 q/ha. Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture).

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin