4. Coltivazione di funghi

D 362 D.3 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI ORTICOLE 4. Coltivazione di funghi La coltivazione dei funghi è una pratica molto antica, sviluppata principalmente in Estremo Oriente (Cina), dove le prime forme di allevamento di Lentinula edodes risalgono alla seconda metà del XII secolo. In Europa i primi tentativi di coltivazione hanno interessato il prataiolo (Agaricus bisporus) e sono stati realizzati in Francia alla fine del XVII secolo. Negli anni successivi, e in particolare nel XIX e in tutto il XX secolo, sono state numerose le ricerche che hanno consentito la messa a punto di tecniche di coltivazione di oltre 20 specie fungine distribuite in molte aree del mondo. La produzione mondiale di alcune di queste specie ha raggiunto valori elevatissimi (Agaricus bisporus 1.200.000 t, Lentinula edodes 350.000 t, Pleurotus ostreatus 200.000 t), rappresentando per molti Paesi un attività economica di primaria importanza. In Italia i principali funghi coltivati sono A. bisporus, P. ostreatus e P. eryngii. Nel mondo, e in modo particolare in Estremo Oriente, sono coltivati numerosi altri funghi, alcuni in forma intensiva destinati a uso alimentare, come Lentinula edodes, Flammulina velutipes, Volvariella volvacea, Pholiota aegerita, altri in forma più artigianale, destinati anche a uso medicinale, come Grifola frondosa, Ganoderma lucidum, Tremella fuciformis, Dictyophora indugiata, ecc. Pur essendo il Prataiolo e Pleurotus i funghi di più largo interesse, non vanno tuttavia dimenticate le colture emergenti, che in questi ultimi anni stanno raggiungendo volumi tutt altro che trascurabili. Questi sono il Cardoncello, o fungo di ferula, il Pioppino, lo Shiitake, i funghi dell oro e dell amore. Ricordiamo inoltre che tutti i funghi coltivati attualmente sono funghi saprofiti, ovvero funghi che si sviluppano su substrati composti di sostanze organiche morte e in decomposizione. Molti altri funghi commestibili (es. il Porcino) sono invece funghi micorrizici o simbionti che hanno una stretta relazione con piante vive e di conseguenza risulta molto difficoltosa (se non impossibili) la loro coltivazione, anche se da anni sono in corso numerose sperimentazioni. Nella coltivazione si individuano due fasi: la preparazione dei substrati di coltura e la produzione dei funghi. Le aziende che attuano entrambi i momenti operativi vengono definite fungaie a ciclo chiuso e sono normalmente di dimensioni rilevanti. L impianto per la preparazione del substrato è infatti molto sofisticato e costoso e richiede, per l ammortamento, un continuo utilizzo delle sue strutture. Per questo motivo in Italia, ma generalmente in tutta Europa, si è differenziata l attività di preparazione del substrato da quella di produzione dei funghi. Sono nate, infatti, aziende specializzate nella preparazione dei substrati di coltura, comunemente chiamate platee. Nell ultimo periodo piccole aziende hanno attivato processi produttivi utilizzando nuove tipologie di substrato, impiegando prodotti di scarto reperiti a costo zero, come i fondi esausti del caffè per la coltivazione del Pleurotus. In questo caso l azienda stessa provvede al reperimento del substrato, mediante accordi con esercizi commerciali, e alla sua inoculazione e confezionamento, commercializzando il prodotto già incubato e pronto per la produzione a scopo hobbistico e familiare. Contrariamente a quanto si pensa, i locali di recupero come stalle, cantine o fienili non sono quasi mai adatti alla coltivazione dei funghi a scopo commerciale.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin