Prataiolo

COLTIVAZIONE DI FUNGHI - PRATAIOLO D 363 Questi locali possono infatti essere soggetti a variazioni troppo grandi di temperatura e umidità, rendendo la produzione molto altalenante. Tali locali si possono impiegare invece per una produzione di tipo familiare. La moderna fungicoltura è basata sulla meccanizzazione della coltura e necessita quindi di ambienti idonei e omogenei. L unità di coltura oggi più utilizzata è la serra-fungaia. Le moderne serre-fungaie sono molto sofisticate e non hanno niente a che fare con i tunnel in cui iniziò la coltivazione del Pleurotus all inizio degli anni 70 del secolo scorso. Hanno generalmente una copertura in doppia lastra di vetroresina, inframezzata da lana di vetro, o con lastra singola e poliuretano spruzzato. L impianto di climatizzazione e umidificazione è gestito dal computer; le serre-fungaie destinate al Prataiolo possono avere anche il condizionamento estivo e sono provviste di letti a 3 o 5 piani di coltivazione, predisposti per il carico e lo scarico meccanizzato del substrato di coltura, nonché per l eventuale taglio e la raccolta meccanica dei funghi. Nella coltivazione meccanizzata del Prataiolo occorrerebbero almeno 8 serre-fungaie, dal momento che il ciclo colturale è di 8 settimane, sia per garantire una produzione giornaliera costante sia per ammortizzare le macchine e le attrezzature. Con 8-10 serre-fungaie di almeno 8 m 3 30 m a 3 file di letti, con 5 piani di coltivazione, si può prevedere una produzione giornaliera di circa 15 q. Il Pleurotus, invece, non è un fungo facilmente programmabile. Comunque, per ottenere una produzione giornaliera abbastanza costante di almeno 10 q, servirebbero tra le 10 e le 14 serre-fungaie. In ogni caso la produzione è stagionale e va dall autunno all inizio della primavera, con variazioni d epoca in funzione delle diverse regioni italiane. Potendo climatizzare la serra-fungaia, si può leggermente dilatare questo tempo aumentando quindi i cicli produttivi annui (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Prataiolo (Agaricus campestris; sin. Agaricus bisporus) Nomi comuni o dialettali: psalliota campestre, prataiolo. L Agaricus bisporus appartiene alla sottodivisione Basidiomycotina, all ordine Agaricales e alla famiglia Agaricaceae. Si tratta di un fungo molto apprezzato per il sapore e per la consistenza della sua carne. In alcuni Paesi è ritenuto il fungo migliore in assoluto, conosciuto e apprezzato già dal tempo dei Romani che lo consideravano ottimo. Facilmente riconoscibile, si presenta interamente bianco con cappello globoso tra 3 e 12 cm di diametro, con margini inizialmente uniti al gambo. Inferiormente presenta lamelle di un colore roseo chiaro che, a maturità, tende poi allo scuro fino al bruno. Il gambo, di forma cilindrica, è sodo, bianco e presenta un anello ripiegato a doppio collare. La carne si presenta compatta, fragile e di colore bianco o vinato. Ha un odore molto gradevole e un sapore dolce o leggermente piccante. Diffuso ovunque, fruttifica allo stato selvatico in estate-autunno ed è molto comune soprattutto nei prati e nei pascoli. I primi tentativi di coltivazione di A. bisporus (prataiolo) sono avvenuti in Francia alla corte del Re Luigi XIV alla fine del Seicento. Miglioramenti sono stati apportati alla tecnica nel corso del Settecento. stata determinante la constatazione (fatta agli inizi del 1800) che per lo sviluppo della coltura fosse possibile utilizzare grotte naturali quali ambienti protetti di coltivazione e produzione, sottraendola così alla condizione di allevamento all aria aperta. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin