Pleurotus

COLTIVAZIONE DI FUNGHI - PLEUROTUS D 365 Pleurotus (Pleurotus ostreatus) Nomi comuni o dialettali: gelone, orecchione o fungo ostrica. Il genere Pleurotus appartiene all ordine Agaricales e alla famiglia Tricholomataceae. Si tratta di un fungo saprofita che in condizioni naturali è un agente di carie del legno. Facilmente riconoscibile, presenta un cappello che allo stadio iniziale ha una forma convessa, unito in gruppi piuttosto numerosi. Successivamente assume la forma di ostrica o di ventaglio. Il colore può essere variabile dal bruno violaceo al grigio biancastro. Può arrivare a un diametro massimo di 25 cm. La cuticola è liscia e diventa vischiosa con il tempo umido. Inferiormente presenta lamelle fitte e strette, che proseguono sul gambo, di colore bianco o bianco-crema. Il gambo è generalmente laterale di forma irregolarmente cilindrica e spesso molto corto. Questo fungo ha una carne molto compatta e soda, di colore bianco e con un odore forte, di farina fresca e un sapore dolciastro, molto gradevole, più aromatico e intenso negli esemplari spontanei piuttosto che in quelli coltivati. Fungo molto diffuso allo stato selvatico, cresce su vecchie ceppaie e su tronchi vivi di latifoglie come gelso o pioppo. Fruttifica dall autunno alla primavera anche in inverni miti. La coltivazione di questo fungo, noto col nome volgare di Pleuroto, si è sviluppata secondo due metodologie: una finalizzata ad attività amatoriali, utilizzando matrici naturali (tronchi), e una a carattere intensivo in cui vengono utilizzati substrati appositamente preparati. La coltivazione su tronchi ha avuto le prime applicazioni agli inizi del XX secolo, ma è rimasta inapplicata fino agli anni 60 quando, a opera di ricercatori tedeschi, ungheresi e italiani, ha avuto larga diffusione. L allevamento su substrati artificiali è riportato per la prima volta nel 1962, ma ha assunto un carattere applicativo solo negli anni 70 destando subito un grande interesse e divenendo oggetto di numerose ricerche e applicazioni in diversi Paesi europei (Italia, Ungheria e Francia) ed extraeuropei (Giappone, India, Cina, ecc.). In Italia la produzione di questo fungo è di circa 35-40.000 t, commercializzato quasi tutto allo stato fresco. L allevamento su matrici naturali (tronchi) riveste un carattere soprattutto amatoriale e trova applicazione in un ambito produttivo, dove al risultato non è anteposto un rigido calcolo economico. Le essenze legnose più idonee appartengono al gen. Popolus (P. canadensis, P. nigra, P. tremula); inadatte sono le essenze resinose, i frassini e gli ontani. Le piante vengono abbattute nel periodo di riposo e i tronchi, del diametro di 20-30 cm, sono conservati in zone ombrose al fine di evitare un eccessivo essiccamento e qui conservati fino al momento dell inoculazione. Quest ultima si realizza nella primavera entro fosse scavate nel terreno (profondità 1,10-1,50 m), in cui sono sistemati i tronchi tagliati in porzioni lunghe circa 30 cm. Queste sono disposte in assetto verticale con le superfici di taglio combacianti e su di esse viene disteso uno strato di micelio allevato su semi di graminacee. Di norma si realizzano 3-4 strati di tronchi con intercalato il micelio. Le fosse sono poi chiuse con tavole di legno, un foglio di polietilene e uno straterello di terreno. Nel corso dell estate avviene la penetrazione del micelio nei tessuti dei tronchi cosicché, in autunno al momento dell estrazione, risultano completamente colonizzati. Ogni singola porzione è poi sistemata all aperto, in zona ombrosa e interrata parzialmente. Sulla parte esposta, in condizioni climatiche favorevoli, si differenziano i carpofori, la cui produzione si protrae per circa 2 anni. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin