Pioppino

COLTIVAZIONE DI FUNGHI - CARDONCELLO - PIOPPINO D 367 in Sardegna e si trova in quantità anche sulle colline della Sicilia. un fungo saprofita che fruttifica dalla primavera all autunno sulle radici morte delle ombrellifere o del cardo; nel nord del Salento si può trovare anche d inverno, in campi aperti su terreni misti con roccia. La coltivazione di questo fungo, noto col nome di Cardoncello, è stata studiata e applicata in Italia nei primi anni 70. Le qualità organolettiche possedute e la ridotta complessità della tecnologia hanno favorito una rapida diffusione della coltivazione, in modo particolare nelle aree meridionali e insulari, dove il fungo cresce spontaneo ed è particolarmente apprezzato. La tecnica di coltivazione prevede l impiego come substrato nutritivo, di vari sottoprodotti agricoli (paglia di grano, stocchi e tutoli di mais, residui di coltivazioni di leguminose, scarti dell industria dello zucchero e del sidro, ecc.). I vari materiali sono trinciati, miscelati, inumiditi, quindi confezionati in contenitori (sacchi) termoresistenti e sottoposti a una sterilizzazione. Tale operazione è resa necessaria in quanto la sola pastorizzazione, applicata nella coltivazione di altri funghi, lascia vitali numerosi microrganismi nel composto e ne modifica in forma negativa la composizione chimica. La sterilizzazione è fatta entro forni ad aria calda oppure a vapore in apposite autoclavi. Dopo il trattamento, di durata variabile a seconda della impiantistica utilizzata, segue la fase di raffreddamento delle confezioni e la successiva semina. Quest ultima operazione è fatta aprendo ogni singola confezione e introducendo micelio allevato su semi di graminacee o infliggendo nel sacco una stecchetta appuntita di legno invasa di micelio. Le confezioni sono quindi accatastate in locali mantenuti a una temperatura di 25 °C o poco più, dove si realizza l incubazione della durata variabile di 30-40 gg. Al termine, quando il micelio ha completamento colonizzato tutto il substrato, le confezioni sono avviate alla produzione. Questa si realizza in autunno e primavera in pieno campo sotto semplici protezioni ombreggianti disponendo, entro aiuole scavate nel terreno, le singole confezioni di substrato, private dell involucro di plastica, fittamente addossate le une alle altre e ricoperte con uno strato di terreno di circa 2 cm. In condizioni climatiche favorevoli, sulla superficie del terreno affiorano gruppi di carpofori che dopo circa venti giorni sono pronti per la raccolta. A questa volata ne segue una seconda dopo ancora una decina di giorni. La produzione è pari al 25-28% del peso del composto e da ogni confezione è possibile ottenere da 0,700 a 1,200 kg di funghi. La produzione italiana è di circa 15.000 t, commercializzata quasi tutta allo stato fresco. Le avversità più frequenti sono l ingiallimento causato da Pseudomonas tolaasii, il mal della tela causato da Cladobotryum dendroides e le infestazioni, nel corso della incubazione e della produzione, di Ditteri Cecidomidi le cui larve si nutrono del micelio presente nel substrato. Pioppino (Agrocybe aegerita) Nomi comuni o dialettali: piopparello. L Agrocybe aegerita, volgarmente conosciuto come Piopparello oppure Pioppino, è uno dei funghi coltivati più gustosi, profumati e apprezzati. Si tratta di una specie saprofita piuttosto adattabile che si presta molto bene alla coltivazione artificiale, su ceppi di latifoglie (es. pioppo o sambuco) parzialmente interrati e umidi. Questo fungo presenta un cappello di colore bruno scuro negli esemplari giovani, che diventa poi più D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin