5. Coltivazione di tartufi

COLTIVAZIONE DI TARTUFI D 369 Il tutto viene confezionato in blocchi parallelepipedi rivestiti da film plastici e lasciati a incubare in fungaia. A fine incubazione si variano le condizioni climatiche della serra e si passa alla fase di produzione stimolando l emissione dei carpofori. D.3 5. Coltivazione di tartufi I tartufi sono funghi ascomiceti ipogei appartenenti al genere Tuber e alla famiglia delle Tuberaceae. Le specie appartenenti a questo genere sono numerose e molte di queste sono apprezzate dal punto di vista alimentare. I tartufi sono funghi micorrizici e crescono spontaneamente nel terreno in simbiosi mutualistica con piante arboree. Dal punto di vista alimentare viene consumato il corpo fruttifero ipogeo del fungo che si forma a qualche centimetro di profondità. Il tipico profumo penetrante e persistente si sviluppa solo a maturazione avvenuta e ha lo scopo di attirare animali selvatici come il cinghiale, il tasso, il ghiro e la volpe per disperdere le spore nell ambiente. Le specie di tartufo ammesse al commercio sono riassumibili nelle seguenti specie: il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum), il tartufo bianco (Tuber magnatum), il tartufo nero estivo (Tuber aestivum), il tartufo uncinato (Tuber uncinatum), il tartufo brumale (Tuber brumale), il tartufo nero moscato (Tuber brumale forma moschatum), il tartufo nero di Bagnoli (Tuber mesentericum), il tartufo nero liscio (Tuber mascrosporum) e il tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber borchii). La coltivazione del Tuber ha visto i primi tentativi negli anni 80 del secolo scorso e da allora è andata sempre più affermandosi e differisce da quella degli altri funghi saprofiti. Infatti, essendo un fungo simbionte, ha bisogno di una pianta con cui entrare in simbiosi per poter crescere. Non è possibile coltivare su un substrato alternativo. Per questo motivo l allevamento del tartufo inizia con l acquisto di piante giovani opportunamente micorrizate, ovvero con radici inoculate di fungo. opportuno acquistare piante certificate che danno la garanzia di un attecchimento del fungo. La scelta del tartufo da coltivare influenza anche la scelta delle piante da acquistare. Ogni specie di tartufo ha infatti le sue determinate piante forestali simbionti e quindi è opportuno verificare se tali piante siano adatte alla zona individuata per l impianto della tartufaia. I terreni più idonei sono quelli sciolti che non creano troppo ostacolo alla formazione dei corpi fruttiferi. L impianto della tartufaia segue le stesse regole di un impianto di un arboreto da frutto o da legno e le operazioni preimpianto sono le medesime. Il sesto d impianto andrà scelto in relazione alle specie forestali impiegate e alla specie di tartufo coltivata. Infatti alcune specie prediligono un maggiore ombreggiamento del suolo rispetto ad altre. Anche le operazioni post-impianto sono le stesse di un qualsiasi impianto forestale e necessitano quindi della stessa manodopera. La verifica della produzione inizia dal quarto-quinto anno. Se gli impianti sono stati realizzati e condotti razionalmente, dopo questo tempo è possibile raccogliere i primi tartufi. Per tutte le specie, a esclusione del tartufo bianco, produzioni interessanti incominciano ad esserci, in media, dal decimo anno in poi. Nel caso si riscontri totale assenza di produzione, non è detto che le micorrize non siano presenti. Se ne può verificare la presenza con l analisi di campioni di radici; queste però sono analisi abbastanza costose che possono essere realizzate solo in pochi laboratori specializzati. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin