SEZIONE D

CEREALI - MAIS D 37 La quantità di azoto da somministrare annualmente alla coltura del mais varierà in funzione dell ambiente pedoclimatico, oscillando tra 2,1 e 2,8 kg di azoto per quintale di granella che potenzialmente la coltura è in grado di produrre. I tipici segnali della carenza di azoto sono: minore vigore della pianta, foglie di colore verde pallido, ingiallimenti e disseccamenti lungo la nervatura centrale. fosforo. Il fosforo non è un elemento soggetto a dilavamento ed è presente nel terreno in forma organica e inorganica, spesso immobilizzato nella terra. La carenza di fosforo si manifesta prima che la pianta abbia raggiunto i 60 cm d altezza, presentandosi con uno sviluppo ridotto e con le foglie che si colorano di rosso nella parte apicale e nei margini. Per garantire una quantità sufficiente di fosforo, durante questo primo periodo critico è utile localizzarlo alla semina, mentre l interramento in presemina rimane ancora la pratica più applicata. Il criterio di concimazione con il fosforo consiste nella semplice restituzione degli asporti per non depauperare il terreno e nella prevenzione di carenze nelle fasi iniziali della coltura, soprattutto nelle semine precoci e nei terreni poco fertili. potassio. Non è dilavabile come l azoto, non viene fissato in forme poco assimilabili, come il fosforo, e il suo assorbimento termina con la fioritura della pianta svolgendo un ruolo importante nel migliorare la resistenza meccanica dei fusti allo stroncamento. Nella granella di mais si localizza meno di un terzo del potassio complessivamente assorbito dalla pianta mentre circa 2/3 del potassio assorbito dalla coltura tornano nel terreno mediante l interramento degli stocchi, importante rifornimento di sostanza organica. Quando viene raggiunta la dotazione desiderata nel terreno (100-120 ppm), le concimazioni possono attestarsi semplicemente sugli asporti della granella. zinco. Tra i microelementi è in pratica l unico che occasionalmente può dare vita a fenomeni di carenza, specialmente nelle fasi giovanili di vegetazione. La carenza è più frequente quando il mais segue la bietola o nei terreni mal strutturati: in questo caso è indispensabile intervenire con solfato di zinco (10 kg/ha). concimazione di fondo. La concimazione deve essere eseguita con il principio di mantenere attivo il bilancio della fertilità chimica del terreno con restituzioni superiori alle asportazioni del 25-30%, di cui possono beneficiare anche le altre colture in avvicendamento. Per quanto concerne la modalità di distribuzione della concimazione chimica, il potassio può essere somministrato anche prima dell aratura e comunque in pre-semina; il fosforo in parte può essere distribuito in pre-semina e almeno il 50% localizzato alla semina; l azoto invece sarà distribuito per circa 1/3 alla semina e la restante quota in copertura dopo che il mais ha superato i 20 cm di altezza. Il concime organico (letame) deve essere distribuito necessariamente in fase di pre-aratura per un suo corretto interramento, mentre i liquami possono essere sparsi anche su terreno lavorato, considerando però che l apporto reale di elementi fertilizzanti di quest ultimo sarà penalizzato da rilevanti perdite di distribuzione e di percolamento (il 50% di azoto e il 15% di fosforo e potassio). Semina. La distanza tra le file può variare da 45 a 75 cm in funzione dell organizzazione aziendale. Per la semina si utilizzano le seminatrici di precisione di tipo pneumatico con dischi verticali. Con la semina spesso si effettua anche una concimazione localizzata in banda, a fianco della fila del seme, utilizzando concime liquido o granulare. Di norma il seme viene posto nel terreno a un profondità che varia da 3,5 cm, nelle semine precoci, ai 6 cm nelle semine tardive, fino a 8 cm nei terreni molto sciolti e torbosi per porre il seme nella zona umida del terreno. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin